Biografia

Fabio Narducci nasce a Torino nel 1972. Si trasferisce per motivi familiari fin da piccolo in un paese dell’entroterra ligure, dove inizia il suo percorso sensoriale partendo dal contatto stretto con la natura circostante. La prima formazione artistica avviene nelle scuole secondarie, frequentando il liceo artistico di Torino dove incontra come professore l’artista Mainolfi che ne forma indirettamente lo spirito creativo. In questo contesto si realizzano i primi approcci alla pittura ma soprattutto alla scultura con materie come modellato, in cui le forme sono rappresentate attraverso la creta.

La formazione prosegue con lo studio dell’architettura che sfocia naturalmente verso una professione più artistica come la grafica pubblicitaria e l’illustrazione. Inizialmente la pittura diventa la prima breccia nel mondo dell’arte, realizzando quadri con tecniche miste rivolte ad uno stile astratto, ispirandosi ad artisti contemporanei come Franz Kline, in cui la materia e la spontaneità astratta creano una visione personale dell’opera.

Il concetto di visione personale dell’opera in cui l’artista disegna delle linee guida che portano lo spettatore a personalizzare la visione sono alla base degli ultimi lavori.

La materia grezza ricavata principalmente da materiali di scarto di falegnamerie, fanno si che le opere siano create in seguito ad un processo visivo selettivo e compositivo. Le opere sono formate da innumerevoli pezzi combinati insieme con una logica di armonia ed equilibrio astratto, in modo da creare allo spettatore un disagio visivo che sfocia nella ricerca di una forma, di un’immagine che si avvicina il più possibile allo stato d’animo di chi la osserva.

La serie di sculture fissate a parete permettono, come avviene per i quadri, di avere una visione dell’oggetto di 180 gradi ma soprattutto una migliore concentrazione sulla forma e la materia stimolando con più facilità nello spettatore la volontà di associarlo a forme riconoscibili.