Biografia

Wunderkammern Naturalia et Artificialia
Il progetto che presento “Wunderkammern” vuole rifarsi a quel collezionismo “sperimentale” e “pionieristico” diffusosi nell’Europa del XVI secolo e si sviluppatosi dentro un’utopia proto-scientifica : quella di poter ricreare una sorta di campionatura del mondo intorno a sé, in un luogo protetto e magicamente astratto dalla realtà, frutto di una affinità elettiva tra oggetti e singoli individui che soli, sovrintendono alla loro conservazione e ne custodiscono la chiave interpretativa. In queste camere delle meraviglie l’arte e la natura, risultano elementi inscindibili, il gusto della rarità e l’apprezzamento estetico convivono miracolosamente con il bisogno di conoscere i grandi fenomeni della natura in un irripetibile punto di equilibrio tra arte e scienza. Nel momento in cui l’artista si accinge a manipolare l’immagine o la materia, la meraviglia si innesca dentro il processo di trasformazione dell’arte. L’accumulazione mass-mediatica delle immagini, ci dà da una parte il senso di sapere tutto e di avere già visto tutto ( e di poter spiegare tutto), dall’altro l’angoscia di non sapere abbastanza, di rimanere indietro, di perdere informazioni essenziali. Tuttavia non possiamo non rilevare che per una cultura che accumula nulla è indispensabile; per una società che ha perso il senso della meraviglia nulla è pienamente conoscibile. I pesci, i fiori e le nuvole che presento nelle opere allegate al progetto vorrei fossero anzitutto frammenti di una nuova possibile wunderkammern da ricomporre, in cui il vero-simile evolve verso l’invero-simile, ciò che è bidimensionale si eleva alla terza dimensione l’immaterialità del fotografico si risolve nella materialità della scultura. Può essere questo un modo per ritrovare il senso di una memoria alternativa a quella dell’accumulo post- moderno, una wunderkammern che esalta il momento rivelatore di una connessione, intima e profonda che lega la vita segreta degli oggetti della conoscenza, all’intimità insondabile e allo spirito predatorio dell’artefice/artista.