Biografia

Enrica Borla si inserisce nella arti figurative attraverso le tecniche del collage e dell'assemblage, ricombinandole in boxes denominate "teche rammemoranti". Le prime teche furono create esclusivamente per committenti conosciuti personalmente dall'artista e appartengono a collezioni private.
Le teche sono manufatti che hanno la funzione di icone, in cui vi è una ricombinazione degli elementi della realtà, una forma contrattuale che istituisce un fermo immagine con oggetti ed effigi che esistono nella memoria collettiva. Le teche si trasformano in scene narranti, allestimento di piccoli pezzi di mondo con il compito, di volta in volta, di rammemorare, di esorcizzare, di interrogare o di riassumere: machinae memorialis, mappe della memoria, peep show nella foresta di simboli e rimandi che ci circondano e che hanno fatto di noi ciò che siamo.
Una teca è uno spiraglio, un breve taglio di luce che evidenzia dettagli di norma trascurati ma che, su quel piccolo proscenio, ritrovano senso e poesia. Sono giocattoli, ritagli di giornale, fotogrammi, chincaglieria, materiali di recupero, ma anche disegni, grafiche, oggetti quotidiani e minimi trasfigurati in ruoli drammatici e di commedia. Le teche sono libri scritti non solo con le parole e raccontano una o molte storie, ricombinando la realtà, evocando suggestioni, giocando sul filo sottile dell'associazione di idee.
All'interno dello spazio-teca, nei suoi sfondi collage, nei personaggi e negli oggetti che popolano le teche, finanche nei titoli delle opere stesse, si possono trovare richiami continui alla letteratura, al cinema, alla cronaca, alla musica, all'arte, alla politica, al costume: un gioco di richiami, assonanze, associazioni.