Biografia

Attraverso una pittura concettuale, Maggioni indaga sulla realtà umana destrutturando simbologie precostituite radicate in essa. Immagini polverose il cui significato più profondo è stato consumato dal tempo. La linea si nutre degli echi di una lontana fissità che si scontrano con il clamore assordante di una contemporaneità destabilizzata. Il disagio, l’insicurezza e la vigliaccheria dell’uomo nei confronti della sacralità vengono così esorcizzati. La distanza fra sacro e profano viene annullata, le due realtà si scoprono parti di uno stesso insieme. I simboli e le immagini religiose sono rilette attraverso uno sguardo disincantato (o disilluso?) che porta al pubblico smascheramento. Dietro le immagini e i simboli, divenuti ormai infetti e pericolosi, si scopre l’opera dell’uomo stesso. Il confine tra lo spazio dello spettatore e lo spazio dell'arte si annulla. Si crea così una dimensione di fissità atemporale, un mondo riscoperto sotto una colata di lava solidificata, dove anche l'appropriazione dell'opera di altri artisti diventa strumentale, modellandosi sulle infinite possibilità dell'interpretazione del reale.

Andrea Sartirana