Carte contro
Dice l’artista a proposito del titolo e della mostra: “ mi sembra un titolo originale, che esprime molti concetti del lavoro che faccio. Un titolo che non pretende di essere rassicurante, ma volutamente cacofonico; un titolo che mette in gioco la mia visione del mondo e ciò che io stessa credo di essere. La giustapposizione di materie diverse, tra cui la carta che uso sempre e comunque, spesso per evocare immagini che trascendono la figurazione, vuole "scontrarsi" con l'interpretazione del fruitore, che cerca di completare nel suo immaginario ciò che materialmente gli sfugge e che volutamente l'artista non offre alla visione... Lo scontro-incontro è anche tra l'oscuro segno nero netto o l'abrasione, con il più delicato disegno in chiaro o un passaggio sfumato tra i fiori di una carta da pacco. Non m'interessa molto il contenuto, per me è solo un pretesto, in quattromila anni di storia dell'arte non è mai cambiato questo "contenuto", cerco piuttosto le forme per evocare qualcosa che tutti già sanno cos'è ma nessuno sa come spiegarla. Infatti a parole è un pasticcio”.





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