Bereshit mostra personale di Valentina Carrera
Mostre, Monza, 21 January 2012
Bereshit Mostra personale di Valentina Carrera
Apre sabato 21 gennaio 2012 alle ore 10.00, presso la Galleria Civica di Monza, via Camperio 1, Monza,
a cura di Alessandro Baito.
“Bereshit” è una mostra che sta toccando le più importanti città italiane restituendo ai visitatori uno sguardo profondo nel cuore della cultura ebraica. Il viaggio è cominciato nel 2009 con due anticipazioni in città dal passato legato fortemente alla storia ebraica, Torino e Ferrara; è poi proseguito nel 2010 con delle mostre complete a Como e Milano; ha fatto sentire infine nel 2011 il suo forte respiro religioso e umano partecipando ad iniziative quali la mostra “Genesis - Un precorso spirituale” presso la chiesa di S.Maria in Castello a Tarquinia e la mostra "La ruggine e la luce" presso il Castello di Carlo V di Lecce.
Ora approda a Monza.
"Bereshit" di Valentina Carrera, nella contemplazione di una parola, di una frase, di un versetto della Genesi, elabora in senso artistico le emozioni le suggestioni le immagini che vengono così evocate, mettendo in luce i colori della potenza della Parola. A volte applica carta pergamena, a volte elementi materici vari (pigmenti naturali, metalli in polvere, foglia d'oro o d'argento), altre volte ancora affianca alla Parola un simbolo un segno che aiuti l'interpretazine dell'insieme.

La mostra vuole essere, in occasione del Giorno della Memoria, un omaggio alla millennaria cultura ebraica, sopravvissuta non solo alle costanti persecuzioni che l'hanno vista protagonista nel corso dei secoli, ma soprattutto all'orrore della Shoà e della soluzione finale nazista. Alla fine la sua forza si sente ancora oggi come parte integrante di tutte le altre realtà culturali, in particolar modo nel mondo cristiano.
La riflessione della Carrera spazia dalla Genesi alla Kabala, dal Giardino dell'Eden alla poesia erotica, ritrovando nella dimensione etica dell'Uomo la forza per reagire di fronte alle tragedie della Storia.


Presentazione critica

La calda espressività lirica di Valentina Carrera si rivolge alla letteratura ebraica sacra e profana, citata nelle titolazioni e concretamente inserita nei suoi lavori. Non è quindi mai casuale che in queste composizioni eseguite con tecniche miste, sovrapponendo materiali diversi e misture di pigmento molto spesse su supporti di tela o cartacei, appaiano sovente frammenti di testi in lingua ebraica, che si propongono all’osservatore come il punto di messa a fuoco dell’ispirazione. Si tratta qui di un’operatività allusiva, che testimonia un rapporto affettivo con le radici stesse della nostra cultura occidentale, e che si rapportano alla contemporaneità evocando spiritualità e colori della Terra Santa di oggi.

Ogni opera di Carrera agisce come un racconto concluso e irripetibile; di qui la generosa varietà di questi lavori, nei quali tuttavia è perfettamente riconoscibile l’elegante cifra stilistica dell’autrice, che lascia spazio all’intuizione poetica, senza per altro abbandonarsi alla retorica estetizzante della gestualità fine a se stessa.
Paolo Levi

L'inaugurazione sarà, con la presenza del curatore e dell'artista
sabato 21 gennaio
alle ore 18.00

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