Mostre, Mantova, 15 June 2013
"Il linguaggio del corpo" alla Galleria ArteArte di Mantova.
Circa trentacinque opere di grande impatto visivo tra dipinti, fotografie e sculture testimoniano, nella mostra "Il linguaggio del corpo", il desiderio di emozionare attraverso la figura umana. Sono otto i protagonisti di questa mostra alla Galleria ArteArte di via Galana 9, a Mantova: sei pittrici, un fotografo e due scultori. Inaugurerà sabato 15 giugno alle ore 18.30. Ospitata dalla gallerista Valentina Marongiu e curata da Barbara Ghisi resterà in visione al pubblico dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 fino al 30 giugno. Mantovane sono le pittrici Silvia Caimi a Maria Paola Ceccarini. La prima presenta opere dove parti del corpo affiorano spesso in monocromi, mostrandosi da punti di vista e prospettive particolari e inconsuete. Sono mani, busti in torsione, corpi possenti e teste di sculture dipinti su tele di grandi dimensioni. La seconda è diplomata all'Istituto Statale d'Arte di Mantova e ha lavorato come restauratrice. Attualmente predilige la rappresentazione di ritratti, autoritratti e figure femminili nelle quali affiora l'eterna dualità tra corpo e spirito. Mantovano di Poggio Rusco è anche il fotografo Alberto Bottura. Da circa 25 anni cattura con la sua macchina fotografica i particolari più nascosti del corpo femminile, di cui è curioso e attento osservatore. Piedi, mani, labbra e schiene sono tra i suoi suggetti preferiti, perchè, dice l'artista: "raccontano quello che le donne non dicono". La pittrice Francesca Veneri è diplomata all'Istituto della moda e del costume Marangoni di Milano. Si è perfezionata alla scuola di decorazione Accademia del Superfluo di Roma, all'Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e ad altri corsi dal disegno all'affresco, fino alla pittura ad olio, frequentati per oltre dieci anni. La sua pittura è poetica e contemporaneamente carica di espressività ed emozione. Beatrice Riva è originaria di Sassuolo di Modena ma vive a Casalgrande di Reggio Emilia. Si è formata ai corsi della pittrice Nicla Ferrari. La sua attenzione per l'essenza più profonda della figura la porta a realizzare opere dove la spiritualità del corpo emerge in particolari umani, simbolo della vita e della morte. La pittura ad olio della reggiana Paola Ruggieri si fonde con altre tecniche. Dal colore acrilico agli smalti fino all'applicazione di carte, tessuti e foglie, per rafforzare le sfumature espressive del personaggio. Quest'artista va alla ricerca di gesti emozionanti che rendono ogni individuo straordinario. La scultrice Maria Cristina Pacelli è nata a Viareggio ma vive e lavora a Bologna. Il suo è un sentire la materia elaborandone la forma. Uno studio di figure consumate dai segni del tempo. Ricordano reperti di un mondo lontano che torna alla luce riesumati dalla terra. Figure antropomorfe modellate dal vento o dall'acqua. Una sua scultura è nella collezione di Francesco Martani a Cà la Ghironda di Bologna dove l’artista ha esposto nel 2012. Lo scultore tedesco Uwe Pfaff è emigrato in Sudafrica nel 1970. Selezionato per la Biennale di Cape Town nel 1982. Realizza opere con lastre d'acciaio ritagliate che sovrapposte formano teste e corpi di figure alate, richiamando archetipi mitologici e ibridi umani di grande impatto emozionale.
Circa trentacinque opere di grande impatto visivo tra dipinti, fotografie e sculture testimoniano, nella mostra "Il linguaggio del corpo", il desiderio di emozionare attraverso la figura umana. Sono otto i protagonisti di questa mostra alla Galleria ArteArte di via Galana 9, a Mantova: sei pittrici, un fotografo e due scultori. Inaugurerà sabato 15 giugno alle ore 18.30. Ospitata dalla gallerista Valentina Marongiu e curata da Barbara Ghisi resterà in visione al pubblico dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 fino al 30 giugno. Mantovane sono le pittrici Silvia Caimi a Maria Paola Ceccarini. La prima presenta opere dove parti del corpo affiorano spesso in monocromi, mostrandosi da punti di vista e prospettive particolari e inconsuete. Sono mani, busti in torsione, corpi possenti e teste di sculture dipinti su tele di grandi dimensioni. La seconda è diplomata all'Istituto Statale d'Arte di Mantova e ha lavorato come restauratrice. Attualmente predilige la rappresentazione di ritratti, autoritratti e figure femminili nelle quali affiora l'eterna dualità tra corpo e spirito. Mantovano di Poggio Rusco è anche il fotografo Alberto Bottura. Da circa 25 anni cattura con la sua macchina fotografica i particolari più nascosti del corpo femminile, di cui è curioso e attento osservatore. Piedi, mani, labbra e schiene sono tra i suoi suggetti preferiti, perchè, dice l'artista: "raccontano quello che le donne non dicono". La pittrice Francesca Veneri è diplomata all'Istituto della moda e del costume Marangoni di Milano. Si è perfezionata alla scuola di decorazione Accademia del Superfluo di Roma, all'Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e ad altri corsi dal disegno all'affresco, fino alla pittura ad olio, frequentati per oltre dieci anni. La sua pittura è poetica e contemporaneamente carica di espressività ed emozione. Beatrice Riva è originaria di Sassuolo di Modena ma vive a Casalgrande di Reggio Emilia. Si è formata ai corsi della pittrice Nicla Ferrari. La sua attenzione per l'essenza più profonda della figura la porta a realizzare opere dove la spiritualità del corpo emerge in particolari umani, simbolo della vita e della morte. La pittura ad olio della reggiana Paola Ruggieri si fonde con altre tecniche. Dal colore acrilico agli smalti fino all'applicazione di carte, tessuti e foglie, per rafforzare le sfumature espressive del personaggio. Quest'artista va alla ricerca di gesti emozionanti che rendono ogni individuo straordinario. La scultrice Maria Cristina Pacelli è nata a Viareggio ma vive e lavora a Bologna. Il suo è un sentire la materia elaborandone la forma. Uno studio di figure consumate dai segni del tempo. Ricordano reperti di un mondo lontano che torna alla luce riesumati dalla terra. Figure antropomorfe modellate dal vento o dall'acqua. Una sua scultura è nella collezione di Francesco Martani a Cà la Ghironda di Bologna dove l’artista ha esposto nel 2012. Lo scultore tedesco Uwe Pfaff è emigrato in Sudafrica nel 1970. Selezionato per la Biennale di Cape Town nel 1982. Realizza opere con lastre d'acciaio ritagliate che sovrapposte formano teste e corpi di figure alate, richiamando archetipi mitologici e ibridi umani di grande impatto emozionale.





































































































































Commenti 32
Valentina, cordiale ed accogliente, ha saputo dare un'aria gioiosa e familiare ad un ambiente culturale.
Bellissima esperienza, grazie di cuore!
Ciao,
Lino
LUCIA GHIRARDI
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