Superficie tattile n. 13

Superficie tattile n. 13

All'astratto si può arrivare sia attraverso particolari modi di utilizzo della macchina fotografica (si legga uso della macchina in movimento), sia attraverso lo "scatto analitico" . In questa "superficie" l'astrazione presenta altresì un carattere "tattile" assumendo l'opera quasi delle caratteristiche scultoree proprio per l'evidenza dei dettagli.

La mia ispirazione di base parte dal “colore”.
La mia ricerca si avvale dell’utilizzo di una particolare tecnica fotografica unita ad una notevole dose di improvvisazione.
Altro ingrediente non trascurabile è “il caso” a cui viene affidato grande rilievo. “Dipingere con la fotografia” perché attraverso lo scatto con tempi molto lunghi e con la macchina in movimento i colori degli oggetti solidi perdono la loro consistenza, si dilatano, si liquefanno, si fondono tra loro, assumono sfumature spesso impreviste!
La realtà o più semplicemente l’oggetto concreto preso in considerazione si trasforma, perde le proprie caratteristiche fisiche, rimanendo talvolta soltanto una lontana traccia difficilmente decifrabile.
Alla prima fase più propriamente artistica ne segue un’altra ragionata: la scelta degli scatti, il loro accostamento in composizioni varie (collage, sovrapposizione o la semplice presentazione del singolo scatto).
Le dimensioni delle opere vogliono contribuire alla realizzazione dell’intento finale: l’immersione totale di chi guarda l’opera nei suoi colori e nelle sue geometrie.
Il ricorso a Photoshop è limitato all’effetto compositivo con ricorso talvolta al collage.
Con le mie ”superfici” voglio evidenziare la ”complessità della realtà” in senso soggettivo (percettivo) e oggettivo.
Provocatoriamente ho usato il termine ”superfici” per definire le mie opere al fine di evidenziare come al di là dell’apparenza superficiale esiste un mondo sconosciuto e trascendente sul quale tento di affacciarmi.
Mi interessa l’incognito, lo spiazzante, il paradosso, lo stupore.
Daniele Calvani nasce a Lugagnano Val D’Arda il 10.04.1967 e risiede a Massa, Via Puliche, 69. Da sempre appassionato d’arte si è dedicato per anni, seguendo svariati corsi in Italia, alla pittura iconografica.
Dal 2005 si è avvicinato alla fotografia e solo dal 2014 ha approfondito la tecnica dello scatto con la macchina fotografica in movimento.
Una tecnica che permettere di giocare ed improvvisare con la massima libertà con il colore. E ricorrere a quella sovrapposizioni di immagini fotografiche – si legga sovrapposizione di strati di colore - verso la creazione dell’opera finale, tipica del lavoro pittorico (in particolare di quello iconografico).
Già finalista del Premio “Arte” 2015 (rivista ”Arte” - Cairo Editore) e protagonista della mostra tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano nell’autunno dell’anno scorso, Daniele Calvani, lavora attualmente con diverse Gallerie d’Arte (sempre a Milano nel marzo del 2016 si è tenuta la sua prima personale presso la Galleria D’Arte “Statuto 13” intitolata “Contest”). A Giugno del 2016 ha esposto con la Galleria “Palma Arte” di Piacenza a A.A.F. di Hampstead Park a Londra. A questa sono seguite partecipazioni a diverse mostre collettive.

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