il primo tuffo  [portrait, 2017]

il primo tuffo [portrait, 2017]

diaframmazero è il momento nel quale tutto finalmente si ferma e rimane lì, in un solo scatto, con la lunga esposizione ho la possibilitàdi ricreare quel pensiero che che ogni tanto il nostro cervello ci porta alla mente quando pensiamo a qualcuno.
la fotografia ècosì: un meccanismo per elaborare i ricordi che si insediano nella mia testa e per conservarli per sempre.
il lavoro è basato sulla memoria: per me èdi vitale importante avere un ricordo delle persone; con questa tecnica (quella della lunga esposizione) cerco di evocare quello che la memoria non riesce a conservare, o meglio ci riesce ma rimane solo la sensazione di quel preciso momento che mi conquista di una persona, quindi l’espressione prima di fare un determinato movimento, e ancor di più la sensazione della carne che è prettamente personale perché ognuno di noi vede le cose a modo proprio.
è dal fascino verso l’essere umano che nascono questi scatti. arrivare all’essenza delle persone, perché quello che voglio è che guardandosi nelle mie foto si riconoscano, e dicano: si questa sono io e questi sento un’attrazione profonda e non solo a livello fisico ma a livello empatico.

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