Nobody

Nobody

Con l'installazione Nobody, propongo una rifessione sulla perdita di corporeità intesa non come presenza fisica, ma come identità/individualità/spiritualità in una società "liquida", caratterizzata da relazioni effimere elusive e virtuali, che hanno bisogno di un profondo cambiamento.
Un titano di stoffa alto sei metri, chiuso nel suo eloquente mutismo e adagiato su un inadeguato trono di legno, dove la sua apparente assenza, apatia, mancanza di espressione è condizione necessaria per smuovere gli altri e diventare auto consapevolezza. Nobody diventa così, uno spazio di relazione sociale dove la coscienza umana rivela debolezza, limiti ed errori, riscoprendo inattività morale, civile e indifferenza sociale alle cause che hanno portato l'essere umano ad essere ciò che è: un guscio gigante senza vita.
Il Titano oltre ad avere lunghe braccia in grado di fare e dare, ha anche lunghe gambe che vogliono alzarsi, camminare e correre in posti dove la luce dell'arte può vestire ancora la coscienza umana di significato e di un'autentica corporeità.

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