c-osmos-is

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C’è un mondo - che è quello che ci hanno sempre detto di guardare - fatto di occhi che guardano solo il visibile. Un mondo spesso scintillante, a tratti caotico ed esuberante, in cui i conflitti sono sempre lontani da noi, quasi impercettibili (talvolta nauseanti e ridondanti).
È il cielo sopra le nostre teste, tutto quello che vediamo alzando lo sguardo all’insù, immaginando lo sfrenato scintillio dell’ignoto.

Poi c’è il mondo che non vediamo. Proprio sotto di noi. O forse sopra (dipende da quanto pesano le idee che non piacciono). È lì che stanno le cose che vogliamo nascondere. È proprio lì, calpestate dai nostri piedi, che stanno le guerre (soprattutto interiori) che non vogliamo vedere, i problemi che continuiamo a ignorare, le soluzione che non abbiamo mai cercato.

È lì, che riesci a scoprire le cose più vere. Quelle più rare. La parte di noi (e del mondo) che abbiamo sempre scelto di ignorare. È li che si trovano le soluzioni più ovvie. Quelle che vedi quando abbassi lo sguardo e cambi punto di vista.

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