manifesto

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Fotografia Analogica, Politico/Sociale, Analogica, 107x25cm
L'opera fotografica si basa sul simbolismo del quotidiano finanziario e il momento storico in cui si vedono innalzare decine di barriere lungo i confini in tutto il mondo. Il nome della celebre strada sede degli affari statunitense, proviene da un vero e proprio muro costruito nel 17º secolo dagli olandesi per proteggere il loro insediamento. La mia riflessione focalizza l'attenzione sulle ingiustizie e sulle disuguaglianze che la legittimazione dei difetti e delle debolezze del capitalismo crea. Costruire un muro è uno slogan, un potente simbolo visivo che fa emergere il divario economico tra i più ricchi e i più poveri della Terra. Le barriere diventano dei confini visibili tra le genti e distingue sistemi e modelli globali diversi. Muri culturali, economici, politici, ideologici, religiosi e di contenimento migratorio. Per essere nell'era della globalizzazione, il mondo è sempre più concentrato sulla limitazione del libero spostamento delle persone. I muri hanno anche effetti psicologici profondi, creano sfiducia e diffidenza reciproca e distanziano le popolazioni. Questi muri fisici eretti dalla società per proteggere i loro modelli alimentano i muri invisibili dell'intolleranza, molto più difficili da abbattere.

Tecnica: polaroid emulsion transfer collage.

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