AZOLO

AZOLO

Installazione, Memoria, Idee, Materiali vari, 157x230x207cm
AZOLO. È il termine con cui in Sicilia si identifica il colore indaco. Si tratta di una polvere usata anticamente per la biancheria che, dopo il lavaggio, veniva risciacquata in acqua e azolo per togliere l’ingiallimento che spesso il tempo, l’usura ed i raggi solari provocavano alle lenzuola. In realtà il giallo veniva coperto dalla tinta azzurrata dell’indaco e magicamente ogni capo bianco ritrovava il suo splendore, apparendo più pulito. Questa polvere colorata non veniva usata solo per lavare la biancheria, in molti paesi le facciate delle case venivano tinteggiate di azolo, un po’ per dare una velatura color indaco alla calce, ma anche perché si riteneva che avesse il potere di tenere lontani gli insetti. A volte anche le alcove interne venivano “azzolate”. In alcuni paesi del palermitano, come Altofonte, vecchie pareti esterne scrostate dal tempo appaiono ancora tendenti all’azzurro.
Lo stesso termine, nell’area etnea, nella zona di
Catania, viene invece usato per un particolare tipo di sabbia dal colore grigio-nero. È una sabbia che ha origine da terreni agricoli rimasti sepolti sotto una colata di lava, le cui alte temperature creano una specie di metamorfosi nel colore e nella sostanza della terra. Ancora oggi questo tipo di sabbia viene usata come componente della malta nelle opere murarie e di restauro. Inoltre l'azolo, se di grana fine viene utilizzato come fertilizzante in agricoltura, con ottimi risultati.
Affascinato dai ricordi legati a questi due colori ho provato ad utilizzare le due varietà di azolo per la realizzazione di alcuni miei lavori. Il risultato finale sarà una installazione di cui, ad oggi, non conosco né le dimensioni, né le caratteristiche (work in progress).
25 ottobre 2016

Ricordo 1.
Mia madre, con fare da alchimista diluiva nell’acqua la magica polvere azzurra. Mescolava arriminando con un grosso cucchiaio di legno e ammollava la biancheria nell’acqua diventata color del mare. Strizzava ogni capo formando una treccia stretta stretta che grondava ogni minima goccia. Le lenzuola stese in terrazza odoravano di sapone di Marsiglia e il vento caldo dell’estate faceva balenare riflessi color indaco. Strusciavo le mani e la faccia sul bucato ancora umido per trovare un po’ di frescura mentre il sole di luglio bruciava la pelle, la pietra e la terra.
Ricordo 2
Perché mescoli la sabbia nera e la sabbia gialla? Chiesi a Zi’ Lillu . Perché quella gialla da’ luce e quella nera da’ forza alla ‘mpastata-mi disse- La sabbia nera si chiama azolo. Vedrai tutto diventerà duro, come la pietra di Catania, così duro che nemmeno colpi di mazzotta potranno buttare giù questo muro.

Appunti

10 ottobre 2016. Ho scoperto che l'azolo, colpito dalla luce del sole diventa più chiaro e più brillante.

25 novembre 2016. Oggi sono tornato ad Altofonte per fotografare tracce di azolo nelle vecchie facciate. Ce ne sono tantissime. Azolo su vecchie case vuote, azolo su case ancora abitate. Forse, in un passato non molto lontano, Altofonte era quasi come Chefchaouen, la città azzurra del Marocco.

INSTALLAZIONE
Costituita da:
- un arazzo bifrontale sospeso (cm 157x230) realizzato con strisce di tela, carta e cartoncino, dipinte con i due tipi di azolo, incollate su tessuto di cotone, nei due lati;
-quattro pannelli (cm.74x104) disposti a terra, realizzati con materiali vari dipinti con i due tipi di azolo, incollati su supporto di cartoncino pesante.

Piace a 21

Commenti 3

Paul Brotherton
1 anno fa
Paul Brotherton Premium Designer, Artista
A fascinating series of compositions.....my compliments on this interesting project!
Nanouk Reicht
1 anno fa
Bel lavoro !
Rudolf Lichtenegger
1 anno fa
Great - and much luck!!!

Inserisci commento

E' necessario effettuare il login o iscriversi per inserire il commento Login