Dionysius - futuro del "classico".

Dionysius - futuro del "classico".

Ogni epoca, per trovare identità e forza, ha inventato un'idea diversa di "classico". Così il "classico " riguarda sempre non solo il passato ma il presente e una visione del futuro. Per dar forma al mondo di domani è necessario ripensare le nostre molteplici radici.

...'Immaginare l’arte come un gioco di imprevisti e rivelazioni, di immagini che si costruiscono e mescolano, di forme mobili tra memoria e desiderio. Definire un mondo figurativo attraverso le fondamenta classiche che sostengono il peso liquido del contemporaneo. Inventare un codice linguistico tra pittura e scultura, sul crinale che aggiunge volumetrie plastiche alle epidermidi iconografiche della citazione.
La sua arte si esprime attraverso un codice mobile che è marchio autografo ma, soprattutto, schema linguistico tra estetica e contenuto. Le opere sono puzzle pittorici che propongono molteplici composizioni, liberamente costruibili o decostruibili. In pratica, girando i singoli parallelepipedi su una griglia si completa un’immagine o si mescolano assieme immagini diverse. Si crea un’interazione gestuale con il fruitore che potrà cambiare l’ordine sequenziale e, soprattutto, entrare nel principio dinamico del pensiero originario, completando un’opera che chiede azioni manuali, contatto tattile, immaginazione attiva, orientamento della fantasia visionaria. SI recupera la necessaria tensione “leggera” che riporta l’arte nel cerchio del dialogo, nel meccanismo cinetico dell’opera viva, nella dimensione comunicativa che solo la pittura ricrea: un codice mobile che reinventa il mondo sulle radici forti del mondo stesso, cementando così le fondamenta della memoria, stabilendo così la curva del presente lungo la linea del tempo orizzontale...'

Gianluca Marziani

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