study on social interaction

study on social interaction

Questo studio sull'interazione sociale è un insieme di sub-interazioni che formano di conseguenza l'insieme.
Così come l'insieme influenza le singole, le singole influenzano le altre e quindi l'insieme. Non vuole essere un opera morale, ne tantomeno una condanna di comportamento più o meno naturali, con cui siamo a contatto ogni giorno e che spesso ci travolgono senza avere il tempo di accorgersene.
Questo quadro potrebbe benissimo chiamarsi:"festa dell'insignificanza" come il libro scritto da Kundera, rappresenta uno spettacolo messo in piedi da noi soltanto, che esiste solamente nelle nostre teste e il risultato dell'incontro tra le varie tipologie di ego dei suoi commedianti. 
La forza del soggetto scelto sta nel fatto che pur essendo immateriale e irreale, condiziona molto l'esterno e la nostra vita in modo pratico.
C'è un prete in un angolo, con una valigetta, non simboleggia un animosità contro la chiesa ma piuttosto una condizione comune di spiritualità e un orgoglio verso l'ateismo che si può riscontrare oggi tra alcune persone che lo sfoggiano credendolo sintomo di un intelligenza superiore.
Dalla parte opposta della stanza due persone conversano in piedi, una delle due trapassa psicologicamente l'altra, come spesso succede una persona per vari motivi è portata a danneggiarne un altra, se questo sia naturale e quindi inevitabile non lo so ma credo che alcuni lo siano.
Al contrario la figura che trapassa potrebbe invece essere priva di queste sovrastrutture mentali e quindi aprire la testa di quella davanti a se, mostrandole una libertà di cui non conosceva l'esistenza, a cui ora aspira.
Più in basso c'è una donna seduta a terra completamente vuota e persa che sostiene il suo personaggio per abitudine ma senza più una ragione o una strada da seguire, dopo aver solo intuito la natura della base che l'aveva sostenuta fino ad allora. Senza nessuna luce alla fine del tunnel in cui è appena entrata e dove la luce che la illumina dalle spalle si sta affievolendo sempre di più fino a diventare grigia e piatta.

Al centro dell'opera c'è un tavolo, che in questo caso è un punto di ritrovo, di incontro, a questo tavolo sta avendo luogo un martirio psicologico, l'uomo sullo sgabello azzurro è disturbato profondamente e terrorizzato dalla realtà che si trova di fronte un totale disallineamento tra ciò che sa di essere giusto e ciò che affronta, questo per le persone intorno a lui è ciò che c'è di più lontano dal loro percepire tanto condizionato quanto inconsapevole, incomprensibile e inconcepibile, motivo per il quale l'azione si sta svolgendo in questo modo. Si può leggere nei loro sguardi una superficialità nella consapevolezza delle proprie azioni e di comprensione di ciò che accade trascinati da istinti nati dalla madre di tutte queste cose: la paura. 
In quel momento in quella sensazione, di tutti loro, a prescindere dal tipo, c'è un mondo, il mondo e c'è la vita.

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Commenti 1

Giovanni Maria Ciocca
3 anni fa
Very interesting

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