Portare piacere

E' una sequenza di scatti che ha come protagoniste le mie mani, montata secondo la tecnica del passo uno. L'idea è di non usare i venticinque fotogrammi al secondo del cinema ma di alternarne un numero diverso a seconda del ritmo che ha la storia. La mano è vista dalla mia soggettiva. Il sottofondo sonoro sarà quello degli ambienti dove saranno scattate le fotografie con una particolare attenzione ai rumori che la mano produce nel toccare, al mio respiro e a quello degli atri attori.

Breve sinossi
La mano si muove all'interno di un appartamento, ne scopre le superfici, sperimenta la consistenza di alcuni oggetti fino ad arrivare a scoprire due corpi addormentati; con il suo tocco risveglia i loro sensi e il loro desiderio.

Questo progetto fa parte di una serie di corti porno-erotici delle Ragazze del porno, un gruppo di registe di cui faccio parte (www.leragazzedelporno.org ) e prende spunto dal mio blog fotografico (www.manidivelluto.tumblr.com) che porto avanti dal 2010.

Script
Vediamo da vicino la mano di una donna, le unghie corte, senza smalto, niente anelli.
La mano giace inerme su una superficie neutra, siamo vicini al punto da non riuscire a capire dove stia però c'è luce tutto intorno. La mano lentamente prende vita, si apre e si stende, il polpastrello dell'indice e poi anche gli altri si dedicano alla percezione della superficie su cui è posata: è una stoffa, la mano si intrattiene facendo avanti e indietro con le dita poi si blocca come se le fosse venuta un'idea. La mano avanza sulla superficie fino ad infilarsi in un fessura, ci affonda dentro.
E' una mano curiosa che vuole esplorare, con il dorso descrive il profilo di un bracciolo di un divano, lo spazio intorno si intuisce a tratti. La mano arriva ai capelli della donna, sono chiari, vediamo la parte superiore della testa, intravediamo l'attaccatura della fronte ma siamo sempre molto vicini, possiamo solo intuire le fattezze della donna. La mano scivola e arriva al collo, lo massaggia, scende verso la spalla e affonda nel trapezio, passa dalla clavicola destra a quella sinistra soffermandosi ad accarezzare l'incavo che c'è fra le due. Deve fare caldo perchè la donna indossa una canottiera, scura, leggera. E' facile percorrere lo sterno, verso il basso, la mano dà dei piccoli pizzichi a quella pelle tesa tra un seno e l'altro, la canottiera è abbastanza elastica da permettere alla mano di arrivare sotto il seno sinistro, senza scoprire il capezzolo. Vediamo la mano affondare nel tessuto e nella pelle, solo il pollice e l'indice sono visibili. La mano sale su, accarezzando il seno e passa oltre, verso l'ascella, percorre il profilo della spalla sinistra, scende per un po' lungo il braccio, impasta il muscolo, lo massaggia poi si ferma, si riposa, riflette sul da farsi.
Facendo leva sul bracciolo con la mano la donna si alza, noi intravediamo quello che la circonda. La griglia delle mattonelle, sotto, descrive una geografia simmetrica su cui la mano si muove. La donna percorre pochi passi fino ad arrivare ad una libreria, c'è un po' di polvere, la mano la assapora strusciando l'indice sul pollice poi prosegue, tocca una piccola statuina di porcellana di una donna nuda, distesa su un fianco. C'è anche un contenitore di metallo, tondeggiante, freddo. La mano, con il dorso delle dita, ne testa la temperatura, la liscezza, sale fino al bordo, pieno di una sottilissima polvere grigia. La mano si avventura all'interno, affonda nella cenere, ne testa la consistenza. Quando la mano si alza lascia un simulacro che rimane lì in ricordo di quell'esperienza.
La mano continua la sua esplorazione, di nuovo la griglia delle mattonelle e pezzi di ambiente, un camino, una chitarra, una lampada. La mano si avvicina a una credenza, ci sono dei quadri appoggiati sopra, la mano passa dalla cornice al vetro di uno, all'interno una foto di una coppia intrecciata in un abbraccio, di cui non si capisce il genere, le dita lasciano una piccola scia umida sul vetro.
Si intravedono le foglie di una pianta, la mano si avvicina, sono delle foglie grandi, con il bordo zigrinato e la consistenza leggera, le dita ne toccano una, prima con tocco leggero poi in un raptus la accartocciano, la stringono fino a stritolarla e lasciarla accartocciata. La mano arriva a un fiore di ibiscus rosso. Le dita accarezzano i petali e poi si dedicano al lungo pistillo che emerge dal fiore. Con l'indice e il pollice la mano tocca la punta poi l'indice scende verso il centro del fiore, sembra affondarci dentro. Non lontano dalla pianta c'è il gradino di una scala, la mano si attacca al corrimano, irrequieta ne percorre tutta la sua lunghezza. Finita la scala c'è un muro, bianco, di fattura grossolana, a sentirlo bene è pieno di bozzetti, la mano procede a tentoni, si ferma, c'è un grosso ragno. La mano si avvicina, tenta un approccio ma il ragno scompare. La mano procede sulla superficie bianca, arriva allo stipite di una porta, si avventura sulla superficie legnosa fino ad arrivare alla maniglia.
D'ora in poi l'unica luce sarà quella del flash che illuminerà la mano e ciò che si trova vicino a lei. La mano avanza nel buio a tentoni, finché non approda su una superficie rosso scuro; esplora questa nuova dimensione, sembra persa in una rossa landa desolata finché non incappa in un corpo. La pelle, resa molto chiara dal flash, si staglia sulla superficie rossa, si tratta di una schiena nuda, di un corpo disteso su un fianco.
La mano si fa strada percorrendo la spina dorsale, si ferma per dedicarsi alla forma delle costole, il corpo è inerme, non reagisce. La mano si avventura lungo il crinale di un fianco, la pelle è glabra, la mano procede accarezzando lievemente l'anca, la parte esterna di una coscia fino ad arrivare alla caviglia. La mano risale percorrendo il corpo sul davanti tocca lo stinco, passa al ginocchio a cui si dedica con particolare attenzione, procede lungo la coscia, il corpo comincia a reagire ne vediamo la pelle d'oca. La mano si muove con sapienza e ispirazione, descrive dei cerchietti con l'indice quando arriva all'inguine, come fosse un piccolo tornado che si muove lentamente. La mano procede sulla parte bassa dell'addome, si avvicina al pelo pubico ma lo lascia stare, continua verso l'alto, circumnaviga l'ombelico, una, due, tre volte.
Finalmente il corpo si muove, assume la posizione supina mettendo a disposizione della mano un nuovo universo da scoprire. La mano aperta si appoggia allora sulla pancia, si muove lateralmente fino ad arrivare al seno. É il corpo di una donna. La mano è piacevolmente sorpresa da questa scoperta, si avventura allegramente sulla tetta accogliendo anche lei al suo interno. La mano massaggia il seno con particolare attenzione al capezzolo, con l'indice ne descrive il contorno, fra l'indice e il pollice stringe un poco la punta. Il capezzolo cambia forma, si sveglia, si rimpiccolisce e indurisce, fissa la mano con aria di sfida. La mano però va oltre, sfiorandoli con i polpastrelli arriva allo sterno al collo all'attaccatura dei capelli, continua la sua esplorazione verso le labbra, le accarezza, con l'indice si fa strada nella bocca che lo accoglie voluttuosamente.
La mano torna verso il basso, percorre tutto il torso con la punta delle dita, si dirige con decisione verso il pube e ci affonda dentro, si dedica prima alla clitoride, le gambe si allargano un po' per farle spazio, con l'indice, il medio e l'anulare uniti la mano massaggia e massaggia, il respiro della donna si altera, il corpo si contorce per il piacere.
La mano si avventura di nuovo sulla superficie rossa, in cerca di qualcosa che ha intuito nel buio. Poco lontano c'è un altro corpo, addormentato, nudo, coperto in parte da un lenzuolo bianco. La mano si entra sotto al lenzuolo, scava in questo universo candido fino ad arrivare ad un dorso, è la parte bassa della schiena di un uomo, la carnagione più scura nonostante la luce del flash. La mano massaggia leggermente la conchetta del coccige poi si dedica alla natica sinistra, la contiene a stento, la carne è morbida e la mano ci affonda dentro.
Le dita stuzzicano la parte bassa della chiappa, ci prendono gusto, con l'indice e il pollice assestano un bel pizzicotto, a questo punto il corpo dell'uomo si muove, anche lui assume la posizione supina, la mano rimane quasi schiacciata sotto il suo peso. La mano ha un momento di esitazione, decide di farsi strada e uscire dal lenzuolo. Nel farlo scopre il pube dell'uomo, il pene inerme. La mano tenta un approccio frontale, con l'indice ne tocca la punta, incuriosita, la lunga proboscide non reagisce. L'indice allora ne percorre la lunghezza fino ad arrivare a sfiorare il pelame che lo contorna, ispido e lungo. La mano è divertita da questo incontro, infila le dita nel pelo come per pettinarlo, così facendo si trova nella posizione giusta per prenderlo, dalla base. La mano tenta questa manovra, lo accarezza contenendolo al suo interno dalla base fino alla punta e poi di nuovo nell'altro verso, una, due, tre volte. Gradualmente il pene si fa più consistente, prima più spesso poi anche pian piano più lungo. La mano sembra contenta di questo risultato. Affonda più in basso, sotto il pene dove c'è un graviglio peloso e carnoso. Manipola curiosa in quella zona accarezzando con il dorso anche il pene via via sempre più eretto. La mano a questo punto abbandona la zona del pube, risalendo incontra un tatuaggio scuro, ne segue il contorno per poi continuare verso l'alto, lungo il fianco, fino all'ascella e poi fino alla mano destra dell'uomo. La mano guida quella dell'uomo sul corpo della donna finchè i due corpi non si intrecciano. La mano accarezza per l'ultima volta quell'unione prima di perdersi nel buio della stanza.

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