Metamorfosi di un'assassino

Metamorfosi di un'assassino

Metamorfosi di un'assassino, presentata come trittico, vuole essere in realtà una cronistoria dell'evoluzione "umana" dal punto di vista omicida; di come questo cambiamento d'approccio alla vita -sia dal punto di vista soggettivo che da quello ambientale- possa in qualche modo dare una possibilità di speranza e di riscatto anche nelle situazioni più estreme, consumate nel peggiore dei modi e iniziate con le peggiori motivazioni.


La prima opera, intitolata "Sicario" vuole rappresentare con la bidimensionalità del volto e la scelta del bianco e nero la superficialità delle scelte che possono portare ad una siffatta vita e la mancanza di una mediazione sociale da parte del soggetto.

Nella seconda invece -"Esiliato"- l'intenzione è di esprimere come, una volta consumato il vile atto l'omicida, nonostante il tentativo di mantenere la stessa mancanza di conflittualità e distacco, finisca suo malgrado per allontanarsi dalla realtà sociale di normalità e per ritrovarsi, indipendentemente dalle ricchezze e dal potere accumulati, in uno stato di allontanamento,sofferenza "autolesionista" e con l'ossessione di una possibile ritrovata speranza per il proprio futuro; di una fuga dal proprio status.

L'ultima fase di questa metamorfosi viene rappresentata nella terza opera dal titolo "Risen from darkness-Risorto dall'oscurità". Come auspicabile dal titolo, questo dipinto vuole indicare come il soggetto abbia la possibilità di riscatto solo dopo una raggiunta consapevolezza della gravità dell'atto compiuto,così come della conseguente tristezza imposta e subita e dell'automutilazione dovuta al suo gesto.

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