Le mani sulla città (4)

Le mani sulla città (4)

“Lo so che la città sta là e sta andando da quella parte perché il piano regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo che noi da là la dobbiamo fare arrivare qua. E ti pare una cosa facile? E cambiamo il piano regolatore? Non c’è bisogno. La città va in là? E questa è zona agricola. E quanto la vuoi pagare oggi? Trecento, cinquecento, mille lire al metro quadrato? Ma domani questa terra, questo stesso metro quadrato, ne può valere 60, 70.000 e pure di più. Tutto dipende da noi. Il 5.000% di profitto. Eccolo là (indicando i nuovi edifici) quello è l’oro oggi. E chi te lo dà? Il commercio, l’industria, l’avvenire industriale del Mezzogiorno? Sìì…. Investili i tuoi soldi in una fabbrica. Sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia. Ti fanno venire l’infarto con queste cose. E invece niente affanni e niente preoccupazioni. Tutto guadagno e nessun rischio. Noi dobbiamo fare in modo che il Comune porti qui le strade, le fogne, l’acqua, il gas, la luce e il telefono”.
Le mani sulla città, 1963, Francesco Rosi

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