Il pianto di Gabbara

Il pianto di Gabbara

Alla fine del 2014, a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, i cittadini vengono a conoscenza che il bosco di Gabbara viene regolarmente ridimensionato dal taglio degli alberi. La Regione Sicilia, con un provvedimento, passato sopra la testa della comunità, ha approvato un progetto di un’azienda italo – tedesca, cominciando a decimare alcuni dei nostri boschi per alimentare una centrale elettrica a biomasse nel territorio di Dittaino, nell'ennese.
L'operazione non ha certamente trasformato le condizioni che fanno dei territori di Caltanissetta ed Enna, tra i più poveri d'Italia.
Ho quindi prodotto alcuni scatti a fine agosto del 2015, dopo la proposta di alcune associazioni ed operatori culturali del luogo, di lanciare un grido dall'allarme dal Gabbara Camp Fest, dove ogni anno molti giovani si riuniscono per vivere la natura dibattendo, ascoltando musica, gustando la cucina popolare e divertendosi.
La serie di scatti è stata concepita sotto il calore e la luce meridiana, i primi nel formato 6x17 - su pellicola medio formato da diapositiva a colori - e gli altri nel formato 6x6.
Nell'attraversare i luoghi, man mano, ciò che avveniva in me, era la percezione che questi richiedessero la lentezza e l'attenzione necessaria, oltre lo sguardo del fotografo, dell'individuo responsabile - una sorta di richiamo da ogni più piccolo angolo - che parla ancora della cultura del paesaggio. Il luogo che soltanto quando entri in dialogo con esso puoi leggere veramente.
Allora nel pomeriggio, sotto un cielo nuvoloso, il bosco "ha voluto" che tornassi. Il paesaggio cambiava continuamente per via della bassa pressione, le grosse nuvole plumbee e il sole a squarci mettevano in risalto i lembi di terra devastati dalla scellerata logica del commercio. L'aria della scena mi è rimasta ben salda nella mente: il "pianto" della biodiversità, che non trovava più lo spazio vitale negli anfratti del bosco reciso dall'azione dell'uomo.
Alla fine della sessione fotografica, quando stavo per riporre in auto la mia attrezzatura, non ho potuto fare a meno di sollevare gli occhi al cielo per via del canto/lamento di uno stormo di uccelli che volava basso sulla terra ormai brulla.
Stampa Lambda, 2015, dimensioni variabili, .

Piace a 10

Commenti 0

Inserisci commento

E' necessario effettuare il login o iscriversi per inserire il commento Login