I want The Moon!

I want The Moon!

“Misera Luna!” Ammantata di mistero e significato, da sempre amata e maledetta dagli uomini, al centro delle loro speculazioni. Ha ispirato culti e miti, computo del tempo e superstizioni, opere d’arte e narrazioni fantascientifiche, nonché scoperte scientifiche. La fantasia dell’uomo è volata fin lassù da tempo immemorabile: a partire da Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., il genere letterario dei viaggi verso la Luna ha ottenuto una notevole fortuna, raggiungendo l’apice nel Rinascimento, grazie ad autori come Ariosto, passando poi per Jules Verne (“Dalla Terra alla Luna”), fino ad arrivare nel secolo scorso a Isaac Asimov. Chissà come deve essersi sentita la Luna in quella fatidica sera del 30 novembre 1609, messa per la prima volta a nudo dal telescopio di Galileo Galilei? Lo scienziato pisano scoprì quella sera che la Luna non è un globo di quintessenziale perfezione, ma un mondo aspro e roccioso, pieno di mari, altipiani e crateri. Di fronte alla meraviglia dello scienziato, la Luna si sarà sentita fragile, derubata della sua reputazione di oggetto celeste perfetto. In quel giorno non sono crollate soltanto delle credenze, ma anche le illusioni degli uomini sull’idea di perfezione, fino ad allora ritenuta come un qualcosa di vicino e quindi raggiungibile dall’uomo. Fin dall’antichità,infatti, gli uomini si erano stabiliti nel paese di Sennaar e avevano deciso di costruirvi una città e una torre “la cui cima fosse nei cieli”. Ma il Signore decise di dimostrare agli uomini la vanità dei loro sforzi. Pertanto, dopo aver confuso il loro linguaggio (prima costituivano un solo popolo e parlavano una sola lingua), Dio li disperse su tutta la Terra. Da allora la città si chiamò Babele poiché il Signore vi mescolò le lingue di tutta la Terra. Trascorsi alcuni millenni, è il 25 maggio 1961 quando il presidente John F. Kennedy sfidò il Paese a realizzare il suo sogno più pazzo e dichiarò al Congresso l’obiettivo nazionale di far "atterrare un uomo sulla Luna" entro la fine del decennio. Il programma Apollo raggiunse la sua meta il 20 luglio 1969, con l'allunaggio dell'Apollo 11: Neil Armstrong fu il primo uomo a toccare il suolo lunare. Alla Luna è collegato anche il mito di Endimione, un giovane pastore di grande bellezza, amato dalla dea Diana. Giove gli concesse il sonno eterno assicurandogli così un’infinita giovinezza. Ogni notte la Luna gli faceva visita e lo cingeva in un abbraccio. E’ forse possibile che questa suggestiva visione notturna abbia ispirato Leopardi a comporre i versi del “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”? In questo canto il pastore rivolgendosi alla luna, silenziosa e distante, le pone alcuni interrogativi ricorrenti dell’uomo: “Dimmi, o luna: a che vale/ al pastor la sua vita, la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, / il tuo corso immortale?” “Se la vita è sventura,/ perché da noi si dura?” “a che tante facelle? che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren? che vuol dir questa solitudine immensa? ed io che sono?”. La Regina della Notte ha da sempre alimentato i sogni e le fantasie più ardite degli uomini. Non meraviglia il fatto che, nell’ “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, Astolfo vola sulla Luna in groppa all’Ippogrifo per recuperare il senno di Orlando. Infatti, se “nulla mai nell’universo va perduto. Le cose perse in Terra, dove vanno a finire? Sulla Luna. Nelle sue bianche valli si ritrovano la fama che non resiste al tempo, le preghiere in malafede, le lacrime e i sospiri degli amanti, il tempo sprecato dai giocatori …”. Luna, o cara Luna! Tu, nonostante il proseguire delle esplorazioni spaziali, resterai sempre per noi uomini la custode dei nostri desideri più segreti e talvolta irrealizzabili. Mariangela Bombardieri

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Commenti 1

Rudolf Lichtenegger
3 anni fa
Great work, and also great words - Congratulations!!!!!

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