POST_2.0

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L’esistenza e il suo ambito interattivo sono anche una traccia virtuale che concorrono a inscenare una mutazione, una scelta collettiva di sopravvivenza, adattata a un habitat che potrebbe rivelarsi salvifico, ma non è detto che lo sia. È fondamentalmente la mutazione del bisogno che, attraverso modi operativi, consapevoli o drogati che siano, ci spalanca e ci consegna a questo evento indispensabile.

L’interazione con perimetro relazionale è senza dubbio una collezione di conseguenze, dove superficie e profondità, velocità e riflessione, comunicazione ed espressione, potrebbero smantellare metodicamente ogni approfondimento mentale, però è anche la possibilità, mirata e incanalata, che rimane a ogni individuo, nonostante l’approccio possa insinuarsi tra la visione calvinista della “salvazione” e quella agostiniana del libero arbitrio.

Nello specifico dell’opera, dove l’immagine di un’inesistente e futura Gioconda resta appiccicata al suo smartphone, poi sottovuoto, il Post sottintende la duplice valenza di un “dopo” ma anche di un quotidiano che ha fatto del verbo “postare” il suo indissociabile contemporaneo.

La vita sono anche i legami che fatichiamo a spezzare. Le radici che non vogliamo recidere, le parole che non vorremmo smettere di pronunciare. Forse sono gesti che non ci consentiranno un ritorno, però quello che si salverà non sarà ciò che abbiamo protetto bensì quello che abbiamo mutato……..

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Commenti 2

Suzan a1qq Hijab
5 anni fa
yes change
RAFFAELLA MARCHIO
5 anni fa
Opera molto concettuale ma adeguata al messaggio e alla riflessione a cui si associa.

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