Badami

Sempre più spesso sarebbe necessario fermarsi per vedere ciò che sfugge
nei ritmi frenetici che la vita impone. E troppo spesso fermarsi non è sufficiente
per rendersi conto della pienezza di un fatto, di un evento, ma perfino di un
dettaglio.
Cogliamo qua e là dei frammenti che con fatica e grande dispendio di
energia ricomponiamo come un puzzle nella nostra mente, per fare il punto
di una giornata appena trascorsa, o di un momento più o meno significativo.
Di corsa, inseguiamo immagini, che a loro volta ci inseguono in un flusso
sovrabbondante e per questo difficilmente sostenibile, per la nostra memoria,
per la nostra capacità di elaborazione.
BADAMI parla anche di questo pur parlando d’altro. Ci racconta di tempi e di
ritmi, delle scadenze delle giornate, che comprendono il giorno e la notte con
i loro rituali regolari scanditi dalle ore e dai minuti; ci racconta dei dettagli che
più contano come l’identità, le radici, l’adattamento umano alle situazioni più
diverse, l’attaccamento e l’aiuto reciproco. E ce lo racconta per frammenti in
modo da costringere la mente a soffermarsi, a fissare, a esaminare senza l’alibi
di un flusso che trascina via tutto e non lascia tempo. Davanti alle immagini di
BADAMI non si ha scampo, si guarda, si vede. E si vedono delle persone nella loro interezza attraverso i dettagli che le
compongono: una foto tessera, un paio di scarpe comode davanti a un mini
stereo appoggiato per terra. Non si sente musica, non c’è movimento eppure siamo certi di vedere quei piedi ballare, e la figura invisibile oltre lo scatto
provare emozione: desiderio o nostalgia, chissà. Ciò che conta, ciò che
erompe da quelle fissità solo apparenti, sono i sentimenti, muti eppure pieni
di suoni, silenziosi eppure ricchi di sfumature. Una bici che sta per portare
in giro e chi guarda già sente l’aria sul volto; un comodino troppo pieno di
oggetti di cui si sente l’odore del tempo, dell’uso; un volto stanco e mani
sfruttate.
BADAMI ha la forza di una carezza e la potenza di una macchina del
tempo: lo rallenta fino a fermarlo mentre continua a farlo scorrere davanti ai
nostri occhi. E’ una magia che ci rivela cosa si trova dietro alle pareti di un
appartamento chiuso, cosa si nasconde dietro a un volto qualunque di una
passeggera dell’autobus affollato: una vita, un passato, un presente e un
futuro, correlati ad altre vite anch’esse con un prima e un dopo. Quelle che
chiamiamo inopportunamente anonime ma che sono i puntelli indispensabili
di una società.

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