"Jack"

"Jack"

Pittura, Figura umana, Emozione, 100x100x2cm

Il suo nome era Jack Harrison Flake. Pugile professionista. Era piu' conosciuto però come Jack" Spugna", non tanto per quanto whisky e gin riuscisse ad ingurgitare (e a reggere) , quanto per il fatto di riuscire ad assorbire colpi su colpi, senza mai cedere di un millimetro, e poi vincere. Sempre.
La sua era una tattica ben precisa, collaudata nel tempo. Incassare una serie spropositata di pugni per poi , al minimo attimo di pausa dell'avversario, ridestarsi dal finto torpore ed attaccare inesorabilmente , velocemente, implacabilmente, fino a stenderlo senza pietà .
Era il campione.
Era l'imprevedibile nella sua monotona performance. Imbattuto da 48 incontri. Campione incontrastato. Freddo, calcolatore, implacabile , cinico.
Era, ormai, un mito.
Stasera, al Madison, ha di fronte Carlito Manera , "El Santo" , un troppo buono, vecchia conoscenza. Atleta a fine carriera ormai, ed indebitato fino al collo con gli strozzini di Brooklyn . Non si sa come abbia potuto rimanere nel giro, forse ha veramente qualche santo in paradiso.
Non lo danno perdente, lo danno morto stecchito. Con Jack" Spugna" nessuna possibilità...infatti pochi spettatori, niente televisione. Solo io per il New York Times, a sostituire quello sfigato di Brendon, e io più sfigato di lui. Meglio questo però delle solite cronache di quartiere che regolarmente mi affibbiano. Oggi avevo un giorno di permesso,Norma non me lo perdonerà facilmente...
I primi round sono una noia incredibile. Il solito copione... Jack incassa i patetici ed in utili colpi di Carlito che sembra crederci davvero , non molla un secondo .
Jack incassa, incassa, incassa.
Guardo la mia sigaretta, che, ora come ora, mi da più emozione dei due sul ring. Mi distraggo allora guardando una bionda mozzafiato sulle ultime file, che si passa mellifluamente il rossetto . Penso neanche sappia chi combatte sul ring...
"El Santo", madido di sudore , sembra cedere un attimo alla stanchezza, si vede da come rallenta il gioco di gambe. Conosco il momento : "Spugna " si trasforma.
Lo sapevo.
Il pezzo tanto l'ho gia' scritto, è tutto così prevedibile.
Uno scatto all'indietro, e Jack attacca. Forte, massiccio,granitico. Leggo nello sguardo di Manera il terrore puro.Il volto di chi sa che ha perso. Tenta di sottrarsi alla carica ma non c'è tregua nell'azione devastante dell 'avversario...è ormai alle corde, chiuso nell'angolo, con i gomiti davanti alla faccia, piegato in due dal dolore .
"El santo" crollerà a breve...Tutto già visto, tutto già registrato.
Poi succede qualcosa.
Jack, di colpo, ha un esitazione.
Si blocca .
Non l'ha mai fatto.
Mi blocco anch'io. La sigaretta mi pende dalle labbra, il fumo negli occhi.
Mi metto in piedi e mi alzo la tesa del cappello. Sta guardando oltre il ring, verso l'alto. Seguo il suo sguardo e nell'ombra delle ultime file un un uomo e una donna si stanno baciando. Strizzo gli occhi, il fumo mi confonde la vista.
Di più .
Lei si sta offrendo, la testa all'indietro,una cascata bionda, schiena arcuata, la bocca aperta in uno spasmo di piacere.
Dall'angolo di Harrison "Spugna" delle grida, un 'imprecazione, altre grida.Urla . Non capisco se di incitamento o di incazzatura totale.
Niente.
Lui si è fermato.
Braccia lungo i fianchi, sguardo fisso, senza espressione, su quel volto di occhi gonfi e labbra spaccate. Un triste rivolo di saliva gli sta uscendo all'angolo della bocca un po storta. Alza lo sguardo alle luci del palco. Alza le braccia, non ne capisco il significato..., abbassa il capo, il mento gli tocca lo sterno.
Un attimo. Un attimo di troppo.
Vedo la faccia di Jack deformarsi in un ghigno irreale ed uno spruzzo di sangue e saliva che si spande nel fascio di luce dei riflettori. All'angolo il suo coach rimane a bocca aperta, un grido muto.
Il secondo del coach quasi cade dal ring, spugna alla mano, il secchio sui pantaloni.
Un silenzio irreale scende sul Madison Square Garden.
Non ho tempo di realizzare la scena successiva.
Carlito "El santo"quasi cade sferrando il secondo, potente,distruttivo, micidiale destro che abbatte il granitico Jack, con un sinistro suono di ossa spezzate, facendolo roteare su stesso, tragica danza della sconfitta.
Il silenzio viene rotto da un strillo, di la' ,dall"alto delle ultime poltrone.
"El santo", cade in ginocchio, stende il grosso guantone sul viso dell'avversario, quasi una carezza. L'arbitro sta contando, ma è inutile. Jack"Spugna" Harrison Flake sembra un Boeing 747 rovesciato . Braccia larghe, gambe diritte , la testa inclinata . Un Cristo in croce.
Immobile.
Il viso gonfio e deturpato dai colpi è segnato dal sangue che scorre dall' arcata sopraciliare spaccata. Lo sguardo assente, perso nel vuoto .
Un vortice di persone anima il ring, scattano i primi flash dei soli, fortunati, reporter presenti. Tutto deve essere raccontato, tutto deve essere registrato. Il pubblico vuole sangue ed il Re è caduto. L'unico a non muoversi sono proprio io , cazzo!
Sono a un metro dal ring e tra la giungla di gambe e braccia ormai inutili, un guizzo : due giganti. Uno. piangente, in ginocchio, con la faccia tra i guantoni , nuovo mito da distruggere; l'altro disteso, abbattuto, sconfitto.
Ho voglia di gridare. L'unica cosa che riesco a fare è di guardare in alto, la' alle ultime file, sperando di vedere una donna, ma non c'è nessuno. Continuo a cercare con lo sguardo tra la folla assiepata sul ring una chioma bionda, ma non la trovo, non la vedo. Sgomitando, mi faccio largo tra un numero sempre più consistente di persone che s'accalca inutilmente per vedere. Qualcuno impreca, un altro mi grida un insulto, che vadano tutti a farsi fottere, fanculo. Devo trovare la donna! L'ho vista, non me la sono inventata, lo strillo l'ho sentito.
Nella concitazione non m'accorgo che sono a fianco della barella su cui giace Jack, il braccio inerte che pende. Sul guantone, in bianco una piccola e rozza scritta in corsivo . Mi abbasso e tra un colpo di ginocchio e l'altro cerco di leggerla.
Il mio pezzo uscirà con la prima edizione del mattino. Ho passato il pomeriggio a riscriverlo .
Se andate alla pagina dello sport, sotto la foto di un sorridente e vincente Jack "Spugna" Harrison Flake, con il braccio alzato, troverete l'articolo.
La prima parola è Blondie.

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Commenti 4

Lucia Simini
5 anni fa
Lucia Simini Artista
Incredibilmente bravo!!!!
Lino Bianco
5 anni fa
Bellissima! Complimenti. Ciao,
Lino
Teresa Palombini
5 anni fa
Bel lavoro!
Teresa Palombini
5 anni fa
Bel lavoro!

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