Olio fiat (We were already very clear)

Olio fiat (We were already very clear)

Installazione, Simbolo / Lettera, Politico/Sociale, Materiali vari, 600x300x5cm
Olio fiat (We were already very clear)

Il progetto, sin dal titolo, è il diretto riferimento alla recente mutazione occorsa alla fabbrica automobilistica torinese. Il sottotitolo riporta la frase ( nella traduzione inglese ) di Sergio Marchionne pronunciata nell’assemblea pubblica dei soci e a proposito delle recentissime scelte finali sullo stabilimento siciliano.
L’impianto Fiat di Termini Imerese, sin dal 1970, ha rappresentato, per tutta l’isola, l’inizio del sogno industriale. Nelle famiglie siciliane e tra gli studenti universitari, la 500, prodotta dal 1970 al 1975, fu “sentita” subito come il mezzo di trasporto che poteva portare verso una rivoluzione sociale e culturale. Le officine si moltiplicarono e tantissimi giovani furono portati dalle campagne verso questa nuova occasione di lavoro.
La crisi dell’auto, che in Sicilia è stata determinata da una linea strategica errata (la produzione di un solo modello) ha destinato il territorio di Termini Imerese e la comunità, verso una conseguente posizione di estrema fragilità.
I luoghi e gli spazi, sono divenuti sempre più degradati e inquinati, e gli ex operai, al centro di forti tensioni e scontri sociali, hanno subìto il rallentamento progressivo dell’azione politica e sindacale a loro favore. La disarticolazione delle strutture produttive indotte, ha sospeso, e talvolta stroncato, i progetti di vita di migliaia d’individui.

L’opera, secondo il dispositivo dell’installazione, è l’allestimento di questa trama. Accenna ora all’archeologia industriale, ora ai simboli politici e sociali con alcuni elementi della memoria. E’ un percorso di attraversamento e di autocomprensione; dall’origine dei segni e dei simboli, alla loro disfatta, alla negazione e al capovolgimento degli stessi.
L’installazione è costruzione, descrizione e frammentazione, in un gioco tra anima e razionalità, tra la vita degli uomini e la forma (politica e sociale) del mondo contemporaneo imposta dalle leggi del mercato globale e dall’indecidibilità forzata, emessa da quella che qualcuno ha definito, la collisione dei poli.

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Commenti 1

Gianpaolo Marchesi
4 anni fa
Bellissimo!

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