Becoming Life, Becoming: Life Be-coming

Becoming Life, Becoming: Life Be-coming

Riflessioni sul filo d'acqua invisibile che collega tre acqueforti su zinco realizzate in diversi frammenti di un tempo che si fa vita, mentre la vita diventa tempo.


Le immagini sono allineate a formare la struttura essenziale di una catena aperta: lo sguardo è invitato a posarsi sull’occhio centrale di ogni anello, scorrendo sulle figure in direzione discendente e ascendente, alla ricerca di un senso prima ancora di un significato. In questo movimento, attuato istintivamente da chi osserva, si gioca una riflessione sul tema del “divenire vita” nelle tre dimensioni della natura: cosmologica, organica e animale/umana.

In alto oscilla il ventre di una clessidra che mai rivelerà l'esatto volume di polvere racchiusa: è gravido di un tempo circolare, simile al ritmo seguito dal piumaggio del pavone che ogni primavera rinnova la sua bellezza. Lacrima sospesa sul divenire incerto è un dado che porta le cifre della tetraktys pitagorica, sintesi degli elementi che, secondo l’erratico divenire di regola e caso, compongono il cosmo. Gli stessi numeri sono contenuti anche nei rapporti sinfonici sottesi all’armonia matematica della scala musicale, e la musica è la forma d’arte che più di ogni altra esprime il divenire non figurato del tempo.
La ninfea è il fiore anfibio che ama il terreno plasmabile in-forme, e i suoi cerchi d’acqua sfociano in quelli della seconda immagine, capovolta per ricevere il filo d'acqua nell’anfora, origine della natura che si fa nutrimento delle forme di vita. I due manici rimandano ai regni animale e vegetale, e dalla cavità emerge la doppia elica del DNA, condizione necessaria della vita organica. L’eleganza della musica composta dal genoma nelle sue infinite variazioni sul tema del divenire è percepita dal desiderio di conoscenza umano in una duplice direzione, enfatizzata dalla tastiera di pianoforte scissa: con la fisica interpretiamo la realtà in modo analitico, con la metafisica in modo analogico.
L’unione sinergica di entrambe le prospettive si realizza nell’ultima immagine, dove in un solo neurone sono riconoscibili le principali strutture anatomiche del sistema nervoso centrale, fondamento degli impulsi psichici e del movimento. Cervello, cervelletto, amigdala, ippocampo, organi di senso e placche motrici sono stati decostruiti secondo diversi piani di sezione e ricomposti seguendo l’origine filogenetica degli organi raffigurati. L’albero dendritico, struttura con cui ogni neurone riceve segnali dagli altri neuroni vicini e lontani, rievoca il divenire plastico e incessante delle relazioni tra gli esseri umani, il farsi progressivamente intelligenza collettiva, e riflette a sua volta sulle condizioni precedenti che ne hanno resa possibile, finora, la vita.

La cornice diventa la pelle dell’opera, essendo composta da legno e vetro, gli stessi materiali presenti nelle immagini, ma tra fogli e cornice si apre uno spazio di trasparenza: il trittico riceve così l’energia dei diversi contesti nei quali è collocato, in un divenire continuo e cangiante del suo essere opera-operabile all’infinito.

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Commenti 1

Gianpaolo Marchesi
5 anni fa
Bellissimo!

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