I saw her face

I saw her face

I saw her faces nega il ritratto tradizionale volgendo lo sguardo reiterato in una serie di frame ad un dettaglio piuttosto che ad un volto e lo fa declinandolo in svariati momenti e pose, ognuno dei quali corrisponde ad un colore. I colori tenui si ispirano ad un ambiente asettico ed onirico poiché gli attimi catturati nei frame vogliono immaginare una sorta di caduta, di passaggio, come in sogno, verso la veste-volto che si fa simbolo dell'amore di purezza e di innocenza. Nove attimi in serie che ritraggono una veste e non un volto si fanno così metafora della massificazione dell'uso del ritratto fotografico negando però il soggetto di questa pratica che qui è rappresentato da un oggetto che deve descriverlo e rendere l'idea dell'amore-visione.

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