Crisi

Crisi

Installazione, Idee, Animale, Piante, Materiali vari, 180x150x25cm
Il vero significato della parola “crisi”

Il termine “crisi” suona oggi come una minaccia, come uno spettro negativo che bisogna assolutamente allontanare e schiacciare in quanto distruttivo e fortemente logorante.
Eppure questa inflazionatissima parola ha un significato completamente diverso da quello che siamo soliti attribuirgli. Deriva, infatti, dal verbo greco “Krino” che significa “ separare, cernere” ma in senso più lato “discernere, giudicare e valutare”.

Riflettere, giudicare e valutare una situazione vuol dire gettare le basi per un eventuale miglioramento. Infatti tutti i tipi di crisi ( economica, affettiva,esistenziale,mistica ecc..) hanno una cosa in comune: tutte indicano una TRASFORMAZIONE. Il tempo è, per definizione, continua trasformazione quindi in senso lato possiamo dire che viviamo da sempre in una crisi costante, nel bene e nel male.

La trasformazione è il tema dell'opera "Crisi". L'installazione, infatti, è una rappresentazione simbolica del meccanismo di selezione naturale del lepidottero Biston betularia di cui sono stati catalogati due principali fenotipi: la forma chiara (definita "normale") e quella scura carbonaria (definita "melanica").
Il nome betularia deriva dall'abitudine di questa farfalla di posarsi sui tronchi delle betulle, alberi dalla corteccia chiara.
Grazie ad una migliore capacità di mimetizzarsi, il fenotipo predominante era quello chiaro, per via di una più efficace elusione dei predatori.

Con l'avvento della Rivoluzione Industriale, soprattutto nell'Inghilterra del XVIII secolo, iniziarono ad essere immesse nell'atmosfera ingenti quantità di polveri scure derivanti dalla combustione del carbone (il principale combustibile delle macchine dell'epoca). Nelle aree industriali, di conseguenza, le cortecce degli alberi (incluse le betulle), iniziarono a diventare più scure per via della fuliggine nell'aria. Per effetto di questo mutamento ambientale, la forma melanica della Biston betularia (ossia la Biston betularia carbonaria) acquisì un vantaggio mimetico sulla forma chiara, diventando in breve tempo numericamente dominante.

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