IncandescEND - Fukushima Butterflies

IncandescEND - Fukushima Butterflies

Pittura, Animale, Tecnica mista, 120x70cm
Il 2012 è stato anticipato da un’onda anomala di teorie catastrofiste che si accanivano nel cercare nei disastri naturali i segni della fine del mondo, teorizzata da un’errata lettura del calendario Maya. Ma il 2012 non è stato neanche l’anno di un cambiamento globale in senso positivo e spirituale, come qualcun altro auspicava. La crisi energetica e la discussione infinita sulle potenzialità delle “rinnovabili” continua ad essere il problema più opprimente per un mondo che si sta avvicinando al momento nel quale il petrolio si esaurirà del tutto. La questione energetica è una priorità a livello globale ma le varie nazioni gestiscono singolarmente le opzioni a disposizione. Il Giappone ha puntato sul nucleare e le centrali nipponiche sono tra le migliori e più sicure al mondo, tuttavia il terribile terremoto che ha colpito la nazione ha messo di fronte al problema gravissimo della fuga radioattiva in caso di eventi eccezionali e inquinato la zona di Fukushima nel modo più infido possibile, costringendo i suoi abitanti ad abbandonare il territorio contaminato. Fukushima è quindi diventata il simbolo del limite di questa soluzione e spinto altri paesi a rivedere la propria politica energetica, almeno in termini di sviluppo immediato.
Il 2012 è l’anno in cui la lampadina ad incandescenza cesserà di essere prodotta e verrà definitivamente sostituita dalle lampadine economiche, dai consumi più ridotti e dalla durata maggiore.
Ispirato ad una riflessione già presente nel fumetto giapponese “Nausicaa”, il progetto propone la questione della “mutazione” ma in termini non necessariamente apocalittici. Le farfalle di Fukushima presentano un numero maggiore di malformazioni – rispetto alla media – ma i cambiamenti si sono prodotti soprattutto nei disegni delle ali. Sono mutati i “pattern” ma le nuove farfalle si riproducono regolarmente, nonostante un codice genetico evidentemente “mutato” dalle radiazioni. Pare inoltre conservino gli istinti fondamentali della specie di appartenenza. Anche “diversa” quindi, la Natura potrebbe non scomparire in caso di cataclisma provocato dall’Uomo ma semplicemente adeguarsi e cambiare. E come le mutazioni appaiono tendere verso una certa armonia e bellezza è possibile ipotizzare che la Nuova Natura non sarebbe necessariamente orrenda a vedersi. Potrebbe però essere incompatibile con la presenza dell’umanità sulla Terra.
Il rapporto tra la descrizione della mutazione delle farfalle di Fukushima e la questione energetica è simboleggiato dalla scultura che propone un “fossile tecnologico” (la lampadina ad incandescenza) in un’ambra plastica. Le farfalle sono “naturalmente” attratte dalla luce di questa lampadina e lo sono anche quelle di Fukushima. In un momento “lontanissimo”, immaginiamo queste mutate creature in rapporto alla luce dalla quale sarebbero state attratte - ma che è spenta da secoli e per sempre - emettere loro stesse una nuova luce e brillare nel buio. Bellissime anche se diverse ma espressione di una Natura potenzialmente “letale”.

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Commenti 6

Anna Gatto
7 anni fa
Anna Gatto Artista
Progetto sensazionale! Auguri!!!
mario dagrada
7 anni fa
mario dagrada Artista
complimenti
silvi
7 anni fa
silvi Artista
Bellissima,mi piace ! E anche il messaggio di speranza
Silvia Cavallari
7 anni fa
vi ringrazio :)
silvia canton
7 anni fa
silvia canton Artista
tutti bellissimi!
Enrica  Caula
7 anni fa
Enrica Caula Artista
splendido lavoro brava mi piace

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