Concept Home
Mostre, Venezia, 15 aprile 2016
Il progetto di mostra “Concept Home” prende spunto dalle parole di Alejandro Aravena,
curatore della 15a Biennale di Architettura: “Vorremmo imparare da quelle architetture che,
nonostante la scarsità di mezzi, esaltano ciò che è disponibile invece di protestare per ciò che
manca.”.
La collettiva si propone lo scopo di illustrare il tema dell'abitazione attraverso stili e forme
d'arte diverse. Undici autori sono i protagonisti di questo evento.
L'architettura, inserita in un contesto urbano, è il soggetto scelto dal fotografo tedesco
Florian Mueller. Interessante è il fatto che le due immagini siano così simili pur
appartenendo a due realtà geograficamente molto lontane: Hong Kong e Manhattan.
Entrambe comunicano un senso di sovraffollamento e mancanza di privacy, di cui la casa
sarebbe, invece, l'emblema. Un po' fuori contesto sembrano invece i “Ritratti di case”
realizzati da Sara Moiola, che descrivono alcuni prefabbricati modulari, attraverso
inquadrature d'insieme e close up sui dettagli. Soprannominate “villette finlandesi”, si
trovano nella periferia a sud di Milano e mostrano quanto la casa possa essere
“personificata”. Che gli oggetti usati quotidianamente facciano conoscere aspetti del
carattere degli abitanti è il tema su cui si concentra Emanuela Gregolin. Con le sue
quattro fotografie in bianco e nero, entriamo all'interno di un appartamento, alla scoperta di
una realtà intima e vissuta, che però riusciamo solo a intravedere e quindi a immaginare.
Quella raccontata da Marianna Paternoster è la storia di qualcuno che la casa d'origine
l'ha abbandonata e ora vive in un rifugio nascosto; un clandestino probabilmente, che ha
trovato un riparo provvisorio nel magazzino abbandonato di un cantiere. Per mezzo del
suo obiettivo riusciamo ad entrare in punta di piedi in questa realtà abitativa precaria e
difficoltosa ma sempre più frequente.
Due vere e proprie casette in miniatura sono quelle presentate da Iraceia De Oliveira,
scultrice brasiliana. La prima, bianca e stilizzata, rappresenta un punto di partenza,
qualcosa che deve essere costruito, mantenuto e riempito. La seconda, invece,
coloratissima, è la concretizzazione di sogni e desideri, alcuni ancora inespressi.
Espresso ma segreto è il giardino dipinto da Lili Mascio, architetto e artista slovena. I suoi
lavori sono realizzati con strisce di carta, legno, a volte impreziositi con cristalli e colori
acrilici. In mostra espone un collage dove un giardino – parte integrante di molte abitazioni
– traspare frammentato, attraverso la sovrapposizioni di ritagli di pagine di giornali e libri.
Restiamo nel regno dell'immaginario, che diventa surreale, attraverso l'emergente
fotografo portoghese Sejkko. I suoi scatti, prodotti con l'IPhone e inizialmente condivisi su
Instagram, ritraggono frontalmente abitazioni sullo sfondo dell'orizzonte libero. In essi si
fondono: i suoi ricordi di bambino, i panorami con cui è cresciuto, i sogni che lo
contraddistinguono. Altrettanto irreali e creative sono le fotografie di Giulia Bacchetta,
giovanissima autrice piemontese. I suoi lavori risultano dall'unione di più immagini, in cui
parti della casa o oggetti facilmente reperibili in essa diventano teatro di scene fantastiche,
a volte irreali.
Molto concettuale – in linea con il titolo dell'esposizione – è la composizione proposta da
Marco Randazzo: si tratta di 15 opere digitali di piccolo formato, prodotte da fotogrammi
di video in cui è stato inserito un errore di decodifica. Nascono quindi dallo schermo della
tv, elemento decisamente casalingo, e vanno poi a formare sulla parete la sagoma di una
casa di pensieri.
Concludono la mostra due autrici che si rivolgono al collage per esprimere la loro visione
del tema proposto: Virpi Leinonen e Meral Agar. La prima è un'artista finlandese; per
questa esposizione ha preparato una stampa con immagini assemblate, in cui elementi
naturali e primitivi si uniscono ad altri più contemporanei, alla ricerca di un'ipotetica dimora
collettiva di junghiana memoria. Meral, infine, autrice turca, propone una serie di situazioni
diverse, accomunate dallo svolgersi in ambienti domestici, in cui si riflette sulle condizioni
della donna e i suoi diversi stili di vita.

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