"Arti"
Mostre, Oristano, 08 gennaio 2016
Il ‘pianeta’ MArte (International Concept Store), Venerdì 08 gennaio 2016, alle 19.30, presso MCasa gallery, in via Cagliari 275/277, ad Oristano, presenta l’appuntamento del mese di gennaio dal titolo ‘Arti’, con la personale degli Artisti Stefano Cherchi, Efisio Cadoni, le opere di design della azienda Iperdimensione.
All’evento interverranno gli artisti Efisio Cadoni e Stefano Cherchi, il patron di Sartegna Contemporanea Giovanni Corbia, il critico d’arte Dott.ssa Flaminia Fanari, il direttore artistico di MArte dott.ssa Anna Sanna,
Il progetto MArte dopo gli importanti riscontri ottenuti (oltre ogni più rosea aspettativa degli organizzatori) agli eventi svoltesi nei mesi precedenti, si ripresenta con questa nuova proposta ‘ARTI’ visibile dal 08 gennaio al 04 febbraio 2016, unendo come di consueto alcuni pezzi unici di arte-design-arredo-sculture. Per l’occasione l’arredamento/design dell’azienda Iperdimensione, le opere bronzee dell’artista Efisio Cadoni e le opere su intonaco realizzate dall’artista Stefano Cherchi.
MArte nasce nel 2015, dall’unione di Meloni Arredamenti srl, l’associazione Morsi d’arte e Sartegna Contemporanea, creando l’International Concept Store, un vero e proprio ‘pianeta’ dove si realizzano i Vostri progetti, trasformando il Vostro ‘habitat’ quotidiano nel Vostro mondo dei sogni, con la consulenza e le attenzioni di Interior Design, Curatori d’Arte, ed aziende leader nel design e materiali innovativi.
Sia nella fase in embrione, che nella fase ufficiale sono già stati presentati gli artisti e designer: Bolgeri, Cossu, Desogus, Niolu, Raggio, Rassu, Serpi, Piria, Sini, Canu, Collu, Malaguti.


Cherchi Stefano Nato ad Iglesias nel 1948,
Consegue la maturità Artistica, ed il biennio di scenografia presso l’accademia delle belle arti di Roma, ha studiato Archeologia ed ha approfondito gli studi sull’arte del restauro. Tuffandosi nella sperimentazione di nuove tecniche, operando sia nel campo della grafica, della pittura, della ceramica, della fusione dei metalli e non ultimo nel campo della scenografia nel costante lavoro di ricerca finalizzato a sfrontare e sintetizzare gli accademismi di cui si è fatto padrone. Nel 1974 proclama a Parigi, il manifesto del movimento artistico “Polidimensionale”. Nella sua carriera l’incontro con alcune persone è stato importante per la crescita e lo sviluppo della sua arte, tra cui R. Brindisi per l’uso determinato del colore, A. Burri per l’utilizzo dei materiali non canonici, il quale lo ha portato a conoscere ed apprezzare il mondo degli informali, non ultima V. Palazzo che è stata sua musa ispiratrice.
Le superfici murarie gli rivelano l'impronta del lavoro dell'uomo, esaltandone il frutto dell'operosità. L'artista realizza le “tele” con stesure di intonaco gustandone la porosità dove le tematiche sono espresse coniugandovi materiali più disparati, da sempre, nei muri consumati dal tempo, legge le lunghe pagine di storia, testimonianze di vita e valori di una società che seguendo un percorso sinusoidale, si evolve o degenera. I colori sbiaditi, le macchie di umidità, gli intonaci scrostati, gli hanno stimolato la creatività facendogli amare un materiale povero ma ricco di conoscenze mute.
La sperimentazione costante di molteplici materiali come carta pesta, ceramica, vetroresina in simbiosi con le tecniche più tradizionali sono per lui le testimonianze tangibili della presenza umana che subisce e si libera dei condizionamenti.

Efisio Cadoni vive e crea a Villacidro, dove è nato il 14 luglio 1943.
Sposato con cinque figli. Ha lasciato la facoltà di Giurisprudenza, dopo aver superato tredici esami, e ha viaggiato a lungo in Europa.
Ha insegnato per diversi anni, ed ha svolto vari lavori. Ha collaborato con diversi giornali fin dagli anni Sessanta. Da sempre scrive, dipinge e scolpisce. Sue opere di pittura e di scultura si trovano in diversi paesi, musei, collezioni.
La sua opera, fortemente legata al territorio aspro e ombroso dove vive, illustra l’imperioso e misterioso bisogno umano di dare forme all’esperienza di vivere, di scoprire ciò che lui stesso chiama “la forma della bellezza”. Artista totale – poeta, scultore, pittore, ceramista – dà vita a un popolo di pietra dagli sguardi alzati verso cielo, dai grandi piedi ancorati nella terra, dai visi che sono dei teneri e rudi ritratti pieni di umanità. La sua opera pittorica, eclatante di colori improbabili e di amore per la gente, potrebbe essere definita “naif”. Ma l’opera di questo grande signore, spinto dall’urgenza di creare, si può davvero rinchiudere in una qualsiasi classificazione?

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