Per forza di cose
Mostre, Barletta, 11 gennaio 2018
Una citazione essenziale lascia riflettere sull’importanza delle cose e ben si abbina alle opere d’arte dalla semplicità disarmante, che hanno bisogno di apparire con la stessa naturalezza e forza con cui sono state create. Ogni cosa ha un colore, eppure nelle opere d’arte c’è sempre un colore nascosto, quello che resta nella mente di chi crea e quello ‘speciale’ che solo l’osservatore attento sa individuare. Un film recente che tratta di un pubblicitario in carriera innamorato di una donna non vedente molto combattiva, ispira la prima esposizione del triennio dedicato al binomio arte-cinema. Per questo evento sono state selezionate opere dalla semplicità disarmante, essenziali, figurative ed astratte, pittura ed arte digitale che godono di grandezza imparagonabile perché ognuna predilige tecnica e tratti sorprendenti. Davide Barbanera, Fiorenza Bertelli, Vito Carta, Giuseppe Tabacco sono i quattro artisti prescelti che con tratti essenziali e purezza estetica hanno saputo ’per forza di cose’ dare un colore a tutto riuscendo a mostrare, anche a chi non sa vedere, tutto ciò che ogni tratto sottende. Sono stati individuati quattro artisti volutamente differenti che tra astrazione e arte digitale sono legati dalla semplicità del tratto riuscendo ad emergere con essenzialità. Il titolo è scelto dalla stessa citazione e vuole essere un riferimento alla naturalità dell’arte che ‘pr forza di cose’ riesce sempre a sorprendere.
Davide Barbanera si avvale di un’arte molto concettuale per dire solo attraverso i colori e i gesti essenziali la profondità del silenzio e del vuoto. E’ una filosofia zen ogni sua opera, campiture profondamente studiate nelle cromie ammaliano il pubblico e lo disarmano per la profondità dei toni. Una grandiosa semplicità individua spazialità sulla tela che è sempre di piccolo formato per uno studio meticoloso ed attento. Le opere godono di una profondità cromatica che sa zittire e la ricerca diversificante di Barbanera sta proprio nella scelta di creare su piccoli supporti lasciando che la sua arte, naturalmente e semplicemente, diventi certosina in uno studio attento in assenza di forma che porta meditazione e serenità in un genere artistico spesso creato da impeto e realizzato con forte gestualità. E’ difficile riuscire a reperire una cura così affascinante nell’astrazione e l’artista riesce a librare l’osservatore in un’altra dimensione, in quel suo pacato spazio in cui non serve parlare, basta solo lasciarsi andare e l’animo di libera accolto dai gesti. Un’arte poco consueta a cui basta davvero poco per distinguersi nel panorama artistico odierno.
Vito Carta è un maestro di arte digitale che cerca di intraprendere continui discorsi con l’osservatore attraverso immagini di forte impatto estetico e cromatico. Una figurazione non convenzionale sorprende e intrappola in scatti veloci che si fermano solo in chi osserva e in quei pochi che sanno cogliere la mano per nulla improvvisata di chi crea e opera da chirurgo in ogni creazione. Grande esponente contemporaneo completa le sue opere d’arte con stampe su tela affidando una pregevole soluzione finale di grande spessore.
Fiorenza Bertelli è ispirata dalle circostanze della vita, in ogni opera c‘è parte del suo essere, della quotidianità e del sentire. Nasce come impulso intimo da sempre vivo la pittura ed i colori compongono una trama grandiosa in cui ogni tatto racchiude un attimo di vita. L’arte per la Bertelli è un mondo parallelo in cui trovarsi lontano dalla routine e dallo stress quotidiano, è anche angolo di sfogo, quella rilassante pausa caffè che può solo distrarre e divertire. E’ un impeto a cui impossibile negarsi, una forza geniale e grandiosa che consente a quelle campiture di porsi con essenzialità geometrica davanti all’osservatore e lasciarsi interpretare liberamente. Sagome, riquadri che si affiancano, tratti che divengono a volte evanescenti creano delle reti cromatiche attente, per nulla intrappolanti, in cui lo sguardo sa perfettamente cogliere ogni dettaglio fermandosi nella geometria giusta in cui trovarsi. La straordinarietà di quest’arte sta proprio nel consentire all’osservatore di potersi ritrovare nell’essenzialità di pochi gesti che sono elementare ma che, resi con grande maestria ed arte, riescono a lasciare grande traccia di sé nella’arte contemporanea.
Giuseppe Tabacco si avvale di arte digitale e lo fa mostrando l’effetto del cambiamento, senza qualunquismi e lontano dalla retorica digitale. L’uomo cambia continuamente ed è proprio l’approfondimento di questo aspetto umano che l’artista cerca di approfondire e rappresentare perché la modifica che studia gli consente di intervenire e manomettere le figure a volte fino a farle scomparire creando astrazione e impatto. Opere figurative che necessitano di poche spiegazioni, frutto di sperimentazioni con il pc, giungono all’osservatore tra toni molto emotivi e scene sempre attente e ben studiate nelle inquadrature e ei tagli . Intento a creare suggestioni, Tabacco con le opere rendiconta le sue storie, esperienze, conoscenze; l’arte è sempre figlia dei suoi tempi e realizzare oggi grandi capolavori contemporanei significa, in primis, sfruttare i mezzi che il presente mette a disposizione e questo artista adempie appieno e grandemente a questo lasciando un solco nel presente artistico.

[.…] Dare un colore alle cose mi aiuta a vederle….per voi è un po’ più difficile: siete, per forza di cose, più legati alle apparenze.
Il colore nascosto delle cose, di Silvio Soldini, 2017


Sede: Centro Culturale Zerouno,via indipendenza 27, Barletta
Periodo di Riferimento: 11 - 25 febbraio 2018
Patrocini: Fondazione Giuseppe De Nittis
Vernice: giovedì 11 gennaio - ore 18.00 - Orari:. lun- ven. 17.00 - 20.00 sabato e tutte le mattine su appuntamento - dom. chiuso. Ingresso: Libero

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