voglio parlare io
Mostre, Barletta, 24 maggio 2017
Un testo semplice di un film dalla raffinatezza profonda e dal freddo sapore intellettualistico ispira un evento primaverile di arte contemporanea in cui c'è tanto da dire. Ebbene sì, contrariamente a quel che sembra, le opere d'arte sono scrigni giganti di pensieri e custodi di infinite parole; esse parlano continuamente all'animo di chi osserva ed è difficile che non abbiano nulla da dire. In questa esposizione a parlare sono le gestualità riflessive o casuali, attente e rapide di chi crea. Tutte astratte le opere prescelte, dai grandi ai piccoli formati, dai colori cupi a quelli intensi sino a quelle intensità che prendono vita solo al buio. Si assisterà ad un elogio grandioso dell’eloquenza artistica; nel silenzio di un evento, con la musica di fondo, si starà a guardare la grandezza dell’arte in un tripudio di colori e gesti. Il titolo consente poco spazio ai fraintendimenti e lascia che le sole protagoniste parlino nel silenzio delle cromie poiché tanto è stato già detto di arte contemporanea, per una volta tacere aiuterà a comprendere meglio il silenzio di chi ha tanto da dire come Alessandra Bisi, Daniela Cantergiani, Luca De Gaetani, Elena Perra.
Alessandra Bisi si presenta con due opere e sorprende con un grandissimo formato mozzafiato. Una gestualità che invade l’osservatore, salta addosso al pubblico e lo zittisce per la grandezza e la maestria di un mano abile, rapida e invadente. Una mano matura si muove sulla tela in cui c’è solo da tacere e stare a guardare poiché c’è uno studio attento e sapiente ed una grandezza abile che riesce solo ad imprimere quei solchi pastosi e a lasciare che ogni sensazione sia libera davanti a cotanta grandezza. Daniela Cantergiani è ispirata dall’amore per l’arte, nato casualmente, dal quale nascono intrighi cromatici di grande stupore, intrecci d’arte intriganti ed affascinanti, astrazioni poetiche e romantiche. L’ arte per la Cantergiani è liberazione, senza di essa o prima di essa c’era solo osmosi. Si assiste ad una poesia estetica, un intrigo romantico in cui i toni prendono spazio e le linee si incrociano nelle rime del dire. Ispirata da qualsiasi cosa, la passione per l’arte la travolge e libera il suo spirito lasciando che i colori vengano naturalmente, senza uno studio che preceda la creazione, tutto nato dall’istinto di una mente e di una mano che si combinano grandemente. Elena Perra è orientata ad una continua ricerca nel mostrare ciò che non si vede; c’è uno studio interiore in ogni dipinto poiché si cerca di dare forma alle emozioni di tutti i giorni. Ispirata continuamente, i tratti e le cromie della Perra emergono dai suoi stati d’animo; un uso frequente del blu inspira tranquillità e serenità, le stesse che appartengono all’artista, in cui frequenti e continue linee si susseguono, tra vortici ed intrighi visivi in cui perdersi ed allontanarsi. Questa arte va oltre ciò che si vede perché tutto si evidenzia oltre il movimento, in tutto ciò che non si vede e non è noto. La musica gioca un ruolo fondamentale e determinante, è il filo rosso di rese spettacolari che sono lontani dal comune e dal già visto. Luca De Gaetani abbandona la materia per una sperimentazione fatta di colori che si apprezzano solo al buio. Realizzate su un sottile plexiglass i toni si spandono liberi in una ricerca continua di definizione. Una concettualista che è libertà da schemi, imposizioni e che gode del pregio di essere apprezzata al buio con una lampada a led. Un’ambivalenza artistica è il pregio di queste piccole creazioni che stupiscono e rilassano nel cercare di comprendere il viaggio che le cromie compiono. Innovativa e originale quest’arte che sfrutta i mezzi che il presente mette a disposizione reinventandole con grazia.


[.…] Voglio parlare io, ora!
Niente affatto: sono io che parlo e quando parlo, parlo anche se non ho niente da dire.

(Sorrisi di una notte d'estate, regia di Ingmar Bergman, premiato a Cannes nel 1956)












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