Mostra Personale di Gabriela Bodin dal 27giugno al 14 luglio
Mostre, Milano, 27 giugno 2009
L’Arte quale strumento di cura e d’integrazione. Questo il valore umano che comunica Gabriela Bodin, giovane artista nata a Focsani in Romania, che ritorna alla pittura dopo un anno di stasi creativa. Studente di storia dell’arte nella sua patria e operaia per necessità in Italia dal 2000, dove ha proseguito gli studi frequentando l’Istituto professionale tecnico della moda Gatti di Nettuno. In questi anni si è aggiudicata diversi premi, alla biennale di terno d’Isola, e al concorso internazione Agazzi, a Bergamo, dove le è stata consegnata una menzione speciale. Ha esposto inoltre a Milano, Genova e Roma. Nelle opere esposte a Lodi, si leggono tracce di un vissuto carico di nostalgia e disagio. Sentimenti contrastanti che vengono liberamente espressi, grazie a una tecnica mista, all’uso cosciente del monocromatico che rende il clima velato, ferrugineo e per questo emotivamente partecipativo. I luoghi che l’artista tratteggia sono paesaggi urbani, fabbriche, stazioni, treni, periferie decadenti, che hanno un unico tratto distintivo, quello di essere non luoghi, specchio che riflette e racconta una profonda crisi identitaria, il cui punto, oggi, è transizione verso una nuova vita. L’uso del colore cupo, e del nero non rispecchia solo l’anima ferita di questa giovane così matura, ma uno stile cromatico imposto dalla scuola d’arte da cui proviene, ma che a detta di lei stessa vorrebbe superare. Tali toni pittorici vengono narrati attraverso una materia densa simile all’acciaio, al ferro, che ci riporta ai cantieri milanesi della città che sale di Boccioni. Nella ricerca artistica della Bodin, vi è la stessa presenza di elementi realistici, cantieri di palazzi immaginari in perenne costruzione, e una resa prospettica movimentata e dinamica, di forte impianto futurista, ma la sua mano rimanda anche all’intuizione costruttiva di Montemezzani. La sua pennellata dipinge e sovrappone materiali diversi che poi l’artista elimina, leviga per dare maggior movimento e profondità. I ritratti seguono lo stesso percorso, ma il colore lì appare, anche se misurato, illumina labbra e occhi di un nuovo fascino estetico, conferendo ai volti un’umanità pronta ad aprirsi al domani. La Bodin porta la propria pietra, racconta la sua storia personale, per tentare di far nascere un nuovo mondo esistenziale, il migliore possibile col quale confrontarsi, a volte minaccioso, ma a tratti anche gioioso.

Inaugurazione sabato 27 giugno ore 18.00 sino al 14 luglio

Flora Tumminello

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