Propaganda

Propaganda

Fotografia Digitale, Politico/Sociale, Tecnica mista, 40x30x3cm
Cosa succede quando si arriva a New York per la prima volta? Sicuramente lo stupore dipinge i nostri volti, dal sorriso alla smorfia, ma altrettanto sicuramente non si può rimanerne indifferenti. Tutto è all'eccesso, seppure con armonia, considerando che rappresenta tutti i mondi possibili attraverso, anche, le migliaia di spot pubblicitari, manifesti, insegne luminose etc., che ci "consigliano" su ogni piccolo dettaglio delle nostre spese e dei nostri desideri, giornalieri e futuri... Questo bombardamento continuo, chiamato Pubblicità, in realtà non è altro che Propaganda e serve a "(...) modificare in misura rilevante le opinioni e i comportamenti (...)"...
Ma se volassimo direttamente da New York a Cuba, lo scenario che si aprirebbe sarebbe formalmente identico ma di contenuto completamente opposto: Propaganda e non Pubblicità! Ecco quello che troveremmo in ogni strada, vicolo o casa cubana, una propaganda volta a "(...) diffondere fra strati sempre più ampi di popolazione idee, concetti, dottrine politiche, sociali (...)". Se una città come New York rappresenta tutti i mondi possibili, un Paese come Cuba, è la speranza che un mondo migliore è possibile.
Dal 1999 ad oggi, seguendo diversi progetti nell'isola di Cuba, ho raccolto molto materiale: manifesti, murales, scritte su ogni superficie, la più diversa pensabile. Avrei potuto farne una semplice raccolta di materiale di documentazione storica da mostrare ai nipoti che conosceranno certamente un'altra Cuba. Ma più andavo lì, più ero incuriosita dalle tante parole rivoluzionarie, storiche, politiche, senza mai incontrare altro, a parte alcuni manifesti sui sigari cubani, sul rhum nazionale o sulla bellezza del posto. Cuba è l'unico paese in cui vengono propagandati solamente ideali e valori.
Ma questo non basta a fare di un paese o di un mito (e lo sono sia New York che Cuba, per motivi diversi e opposti) una scelta di vita, o politica, assolutamente perfetta come chiunque di noi vorrebbe. Entrambe contengono una serie di contraddizioni palesi che rendono difficile capire se tutti i mondi sono possibili e se è possibile un mondo migliore.
Se in "Americana Breakfast table set" (una mostra fotografica su circa 20 anni di passaggi a New York) ho messo in evidenza le contraddizioni delle varie culture che sono approdate e che vivono a strettissimo contatto in una delle metropoli più affascinanti del mondo, a Cuba ho girato in lungo e in largo per cercare di raffigurarne i contrasti. Ho messo a confronto la Costituzione cubana con la Propaganda, in modo che gli elementi essenziali che contribuiscono a formare l'animus di questo paese, un’isola unica al mondo intrecciata con un fil rouge che collega politica e vita, ieri e oggi, potessero aiutarmi a trovare una risposta ma anche una nuova soluzione alla domanda "un mondo migliore è possibile?". Un lavoro in cui luce, colori, persone e strade si fondono bene e male nei diritti umani, civili e sociali, oggi stelle polari per un vero cambiamento.
Il primo titolo che avevo pensato per questo libro era “Cuba on the wall”. Un titolo difficilmente traducibile in italiano e in spagnolo senza darne un'accezione più negativa che positiva. Quindi è diventato poi un sottotitolo e ho invece scelto “Propaganda!” affinché il gioco pubblicitario potesse intrecciarsi liberamente con gli ideali, con la vita quotidiana, con la realtà. L'utilizzo di tre lingue implica non solo interpretazioni diverse, ma in generale suggerisce che tutto è possibile, intercambiabile e dipende solo dal punto di vista.
I titoli delle sette sezioni 'giocano' su una doppia valenza: il 'Che', evidenziato, va letto sia nella accezione italiana di particella di congiunzione sia nella accezione di nome proprio di Ernesto Che Guevara. In ogni sezione vi sono delle sottosezioni che corrispondono ad alcune parole chiave da me individuate leggendo la Costituzione cubana e sono strutturate sulla base dei capitoli e dei relativi articoli (soprattutto quelli fondamentali) che hanno dato vita alla storia degli ultimi 50 anni di questo paese. Per completezza di informazione nelle descrizioni delle singole sezioni che seguono ho nominato anche gli altri capitoli e articoli nei quali si tratta del medesimo argomento. Le immagini che compongono il libro intendono suggerire la spinta propulsiva degli ideali (la propaganda), gli obiettivi scritti (la Costituzione) e la vita quotidiana.

‘Più ieri Che oggi’ è rivolto alla struttura storico politica di Cuba: Josè Martì (cap. 1, art. 5); la Storia (cap. 1 art. 7); la Rivoluzione (cap. 1 art. 3); Fidel Castro (Preambolo della Costituzione ma anche cap. 10, art. 74).
'La strada Che percorro' descrive il cammino tra ideali e istituzioni: Anti imperialismo ed embargo (cap. 1 art. 12); Forze armate (cap. 8 e cap. 14 art. 134); Burocrazia, potere esecutivo (cap. 1 artt. 10 e 26, ma anche capp. 9, 10 e 12); Potere giudiziario (cap. 1 art. 12, ma anche capp. 7 e 13); Potere legislativo, popolare e giovani della Vanguardia (cap. 1 art. 6 e cap. 14); Comunicazione (cap. 1 art. 12, ma anche cap. 7); Politica estera, Sudamerica e commercio (cap. 1 artt. 12, 18).
'Il colore Che conquista' ovvero la carta d’identità di Cuba che ha fatto di se stessa un mito nel mondo: Socialismo (cap. 1 art. 9, ma anche capp. 7, 15); Proprietà (cap. 1, artt. 14-21); Ambiente (cap. 1 art. 27); Lavoro (cap. 1 art. 9, ma anche capp. 6 e 7); Sanità e assistenza (cap. 1 art. 9, ma anche cap. 7); Famiglia (cap. 4)
'La luce Che balla' ritrae lo stile di vita: Uguaglianza e libertà (cap. 1 artt. 9, 12, ma anche capp. 6 e 7); Educazione e cultura (cap. 1 art. 9, ma anche capp. 5 e 7); Religione (cap. 1 art. 7, ma anche cap. 7); cittadinanza e stranieri (capp. 2 e 3).
'Cuba Che Cuore' una Cuba (cap. 1 artt.1, 2) quasi metafisica tra monumenti, persone, città, manifesti: tutto ciò che, riflessioni a parte, si può godere in questo paese.
'Che il tempo non passi' ripropone un mito della storia, una vera e propria icona mondiale che non è citata nella Costituzione, ma fa idealmente parte del suo Preambolo: Ernesto Che Guevara.
'Il cuore Che grida' tra 'sentinelle ideologiche' e Riforma costituzionale (cap. 15 art. 137), per evocare il senso del tempo e della propria identità unica, che va raccontata con la possibilità di poter essere migliorata.

Questo libro nasce con l'idea di lasciare un ricordo storico, particolare e sociale, di una realtà con la quale è vissuta, vive e ha fatto vivere nel mito, una popolazione, quella cubana, da oltre 50 anni, nonostante il pesante embargo a cui è stata sottoposta.
Credo che oggi sia necessario un cambiamento della politica mondiale, Cuba inclusa e proprio da lì ripartendo, anche in considerazione degli ultimi sviluppi nelle relazioni con gli Stati Uniti. Ripensare un mondo nuovo partendo dai valori e dai diritti umani, civili e sociali, perché un mondo migliore è possibile.

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