Senza titolo n. 51

Senza titolo n. 51

L'opera è composta di 136 ricevute bancarie, ciascuna rilasciata da una cassa bancomat a seguito di un versamento in contanti. Ogni scontrino riporta, nella descrizione dell'operazione effettuata, un verso del diciassettesimo canto dell'Inferno di Dante Alighieri.
Ad ogni versamento corrisponde un verso dantesco.
Il canto diciassettesimo dell'Inferno si svolge nel terzo girone del settimo cerchio dove ha dimora Gerione, simbolo della frode, e dove sono puniti i violenti contro Dio, gli usurai, cioè tutti coloro che non traggono il loro guadagno né dal sudore né dall'ingegno, ma dal denaro stesso (in pratica tutti i banchieri, secondo la definizione medievale di usura).
Il lavoro utilizza l'oggettivazione dell'opera dantesca e lo straniamento che deriva dal visualizzarla beffardamente impressa su scontrini bancomat quale critica al sistema bancario nella società moderna.

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Commenti 5

Wanda D'Onofrio
2 anni fa
Wanda D'Onofrio Artista
GEniale e ironico.
marco adinolfi
2 anni fa
marco adinolfi Artista
Complimenti , molto interessante! l' opera poi.. assume un valore concettuale ancora più forte se si pensa che è "realmente effimera" - la scritta che compone ogni scontrino è stampata su carta termica,quindi destinata a scomparire.
Stefano Fornara
2 anni fa
Stefano Fornara Artista
Complimenti. Finalmente qualcosa che non vuole solo stupire, ma ha un senso.
Michele  LOMBARDO
2 anni fa
non posso che accodarmi alla meritata definizione: "geniale".
Lino Bianco
3 anni fa
Geniale!
Bravissimo.
Ciao,
Lino

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