The mirror of soul - il ritratto nell'arte contemporanea
Mostre, Firenze, 12 gennaio 2017
Qualunque sia stata l’epoca, la voglia di ritrarre o ritrarsi è sempre stata motivata in primo luogo da quel desiderio umano di sfuggire all’ineluttabile scorrere del tempo, da quella bramosia “di lasciare una traccia di sé”, da quella vanità che ci ha condotto a quella che ormai osiamo definire l’epoca della selfie-mania. Questa esposizione vuol condurre ad una riflessione sulla valenza del ritratto in epoca contemporanea, evidenziando come a questa tematica, apparentemente semplice, si possano accostare differenti interpretazioni che variano da artista ad artista.

Commenti 2

Francesca Callipari
2 mesi fa
Francesca Callipari Curatore, Gallerista, Organizzatore
Anche un'opera astratta può darti emozioni.. trasmetterti un qualcosa.. Di certo riuscire a far un buon ritratto significa saper leggere una persona nel profondo e come dici tu trasmettere la vera essenza del soggetto e dell'artista stesso.. in un ritratto si fissano per sempre in una sola figura un miscuglio di emozioni, paura, fragilità, umori e sentimenti di un'anima che ci conducono inevitabilmente ad una riflessione su noi stessi!
CABAIO
2 mesi fa
CABAIO Artista
Il ritratto appare desueto, ma secondo me rappresenta la capacità di interpretare la reale essenza dello spirito , sia del soggetto che dell'artista ed un messaggio subliminale a chi guarda.
Non mi vengano a raccontare un quadro concettuale o un'astrazione , non ho nessuna necessità di spiegazioni. che conta è quello che provo davanti ad un opera.

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